«Il problema dei costi troppo bassi dei paesi nostri concorrenti»
Il punto di Cavalcoli, nuovo direttore Confagricoltura «In questo periodo di crisi ci attendono molte sfide»
Paolo Cavalcoli è da qualche giorno il nuovo direttore di Confagricoltura Ferrara, ruolo nel quale è subentrato a Tiziano Artioli, giunto alla pensione. Con Cavalcoli abbiamo fatto il punto sull'attività dell'organizzazione e sul settore agricolo.
«È un momento molto particolare - analizza - il nostro paese non è ancora riuscito a scrollarsi di dosso la crisi che si è abbattuta sulla produzione e sui consumi, sulle imprese e sulle famiglie, e che è costata centinaia di migliaia di posti di lavoro. Stanno cambiando gli interlocutori istituzionali: l'abrogazione delle Province porterà ad una maggiore interlocuzione con Comuni e Regione, dovremo forse prepararci ad affrontare, sempre più frequentemente, situazioni come quella che si è venuta a creare con la Tasi, laddove un federalismo fiscale esasperato ha portato ad adottare regole spesso profondamente diverse tra Comuni, creando enormi difficoltà a contribuenti e addetti ai lavori. Siamo chiamati a confrontarci con una legislazione spesso caotica e con una burocrazia che non tende a ridursi».
«Le nostre imprese poi - continua il neodirettore - si trovano ad affrontare la concorrenza di Paesi dove i costi di produzione sono estremamente più bassi rispetto ai nostri, il problema di queste settimane del boom delle importazioni a dazio zero di riso dalla Cambogia non è che l'ultimo di una serie di analoghe situazioni. In un contesto di grande difficoltà, cui il settore agricolo non è esente, le organizzazioni di categoria debbono sapere reinterpretare il proprio ruolo per riuscire ad essere al passo con i tempi, soddisfare le nuove necessità delle aziende associate, proporre una visione rinnovata che apra concretamente ad una strategia diversa, fatta anche di innovazione. Innovazione che deve essere prima di tutto di mentalità, per sapersi mettere efficacemente al fianco delle imprese, ma anche associativa, per rimotivare il ruolo della rappresentanza come promotrice di processi di sviluppo, che conduca a un affinamento del ruolo sindacale dell'organizzazione che richiede, oggi forse più di ieri, nuove competenze e sensibilità». «Da tempo Confagricoltura Ferrara - conclude Cavalcoli - anche sulla spinta motivazionale del presidente nazionale Mario Guidi, accolta con entusiasmo dai presidenti provinciali, Nicola Gherardi prima e Pier Carlo Scaramagli poi, ha intrapreso tale percorso. Un percorso che ha già portato risultati importanti, e il coordinamento provinciale di Agrinsieme, che vede Confagricoltura Ferrara collaborare strettamente con Cia e Alleanza delle Cooperative, è testimonianza di un nuovo modello di fare politica sindacale per favorire lo sviluppo dell'agroalimentare della nostra provincia. Molte sfide ci attendono, Confagricoltura Ferrara è attrezzata per poterle affrontare e credo di poter dare un contributo importante per rendere l'organizzazione ulteriormente preparata a supportare le aziende associate e a favorire lo sviluppo di un'agricoltura dove alla base c'è un'impresa efficiente, orientata al mercato, che produce e genera reddito».
Andrea Tebaldi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
