La città riannoda il filo della vita
Ieri grande successo della manifestazione nei luoghi feriti dal sisma
CENTO. «Ho pensato che dobbiamo godere di ogni attimo della nostra vita».
È il messaggio di una centese lasciato ieri su un post it colorato, appeso alle transenne che racchiudono Palazzo del Governatore.
E intanto ieri nei luoghi colpiti dal sisma del 2012, si è riso, fatto teatro e musica, e tanto altro, per recuperare la coscienza di quegli spazi oggi chiusi e inutilizzati, e ricostruire un'identità, attraverso un percorso d'arte relazionale. Con 'Ho perso il filo', ieri in centro storico e al Villaggio dei Map, l'arte è diventata uno strumento sociale per riaccendere l'attenzione dei cittadini su luoghi ed edifici che il terremoto ha reso inagibili. Un laboratorio itinerante di incontri, concerti, performance per stimolare la memoria, riaccendere emozioni, ricostruire la storia condivisa del territorio, stimolare la partecipazione e cucire quel filo che il terremoto ha improvvisamente reciso. A presentare 'Zant', il progetto di arte pubblica realizzato per il Comune di Cento, ieri mattina nel complesso AlleArti, gli artisti Pasquale Campanella, Stefano Boccalini, Elisa Fontana, protagonisti nel pomeriggio assieme a due coppie di artisti, Giovanna Bianco e Pino Valente, e Andrea Caretto e Raffaella Spagna, dei laboratori allestiti in Piazza Guercino, Piazza della Rocca, chiesa di San Biagio, Pinacoteca Civica e Teatro Borgatti. Alla tavola rotonda anche Federica Gazzoli (coordinatrice del progetto d' integrazione 'I primi Mattoni' per la cooperativa Camelot), Letizia Lucignano e Beatrice Polato (Collettivo Minimale), ideatrici dell'evento di ieri, della mostra fotografica 'Porte Aperte' e della festa che si è svolta in serata nel Villaggio dei Map (Moduli abitativi provvisori). Al progetto e al suo valore, il plauso e il sostegno del Comune, in prima fila ieri con gli assessori Massimo Manderioli e Claudia Tassinari che nel pomeriggio hanno dato il benvenuto in città al sindaco e alla delegazione proveniente da Rivarolo Mantovano, protagonisti di una donazione a favore dei residenti dei moduli. Dall'installazione Ridi posizionata davanti alla Rocca al concerto dei Sursum Corda per rilanciare il recupero del Teatro Borgatti, dall'intervento teatrale a cura di Marco Cantori e le musiche dal vivo di Tiziano Zanotti ai piedi della Pinacoteca. Con il progetto 'Zent', ieri una chiave di lettura offerta ai Centesi per cogliere e gestire i cambiamenti della città nel medio e lungo periodo, e diventare, attraverso un 'fare artistico', veri protagonisti del percorso interiore e sociale di ricostruzione post terremoto. Un evento che si concluderà con una mostra che racconta il percorso svolto e l'esposizione delle installazioni/opere, espressione della riscoperta di quegli edifici e spazi oggi ancora non utilizzati, e dell'accoglienza di coloro che il terremoto, ha ferito, escluso ed emarginato. (b.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google