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Nitrati e sostenibilità ambientale

Il presidente Scaramagli ha invitato ad un incontro gli esperti

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«Dopo la rivisitazione della Direttiva Nitrati, ora si pone la necessità di capitalizzare i risultati delle ricerche effettuate nell'ultimo decennio utilizzandoli a sostegno di una più puntuale definizione delle zone dichiarate “vulnerabili ai nitrati di origine agricola” in un'ottica di maggiore sostenibilità ambientale». È questo lo spirito alla base di un incontro organizzato alla Fondazione Navarra al quale il presidente Pier Carlo Scaramagli ha invitato la più alta autorità nazionale in materia, il presidente dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), ingegner Bernardo De Bernardinis. Ispra è l'ente che per conto del ministero dell'Ambiente coordina le Arpa regionali sia nei monitoraggi dell'applicazione della Direttiva Nitrati che nell'approfondimento utile per una sua più efficace applicazione. Nella delegazione Ispra, oltre al presidente erano presenti due ricercatrici, Nicoletta Calace e Flavia Saccomandi che si occupano dell'applicazione del modello Isonitrate, finalizzato a tracciare le sorgenti di inquinamento da nitrati nella Pianura Padana e nel territorio ferrarese, e anche ad individuare più accuratamente cause e modalità di mitigazione. Si tratta di un incontro voluto da Scaramagli, al quale hanno contribuito Stefano Calderoni, assessore provinciale all'Agricoltura e Giuseppe Castaldelli del dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell'Università di Ferrara, che dal 2008 al 2013 ha coordinato le ricerche in materia di nitrati per conto della Provincia. Si tratta di una collaborazione stretta tra tecnici della Fondazione Navarra, Micol Mastrocicco del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Ferrara e vari agronomi. Lo scopo della riunione è stato di far conoscere all'Ispra i risultati degli studi di ricerca e di fornire elementi utili per l'applicazione del modello Isonitrate. Ma l'obiettivo più importante riguarda l'avvio di un percorso di confronti per portare alla ribalta a livello nazionale i risultati degli studi effettuati, utilizzandoli per ridiscutere in sede comunitaria i criteri di definizione delle aree dichiarate vulnerabili. Al termine della riunione si è stabilito di avviare incontri di approfondimento condivisi con gli organi tecnici della Fondazione Navarra, Fabio Galli (coordinamento Attività Sperimentali e Divulgazione) e Tina Gaglio (referente del sistema di gestione Ambiente e Qualità). (a.t.)

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