"Troppi tagli ai posti letto, noi medici come cottimisti"
L’Anaao preoccupata per la situazione all’interno dell’ospedale di Cona. «Il ricorso ai letti-tampone riguarda ogni giorno molte unità operative»
FERRARA. «Siamo i “cottimisti” della medicina, il “dimissionificio coatto” della provincia». «Ci preoccupiamo di cani e gatti (il nuovo regolamento per l'accesso degli animali in ospedale - vedi articolo a parte - ndr) e accettiamo senza battere ciglio o quasi 13 ricoveri in due giorni, senza contare i trasferimenti».
«Sbandierare il mancato arrivo a Ferrara dei denari che sarebbero serviti per assumere personale stagionale quale causa determinante della riduzione dei posti letto nel nostro ospedale è una manovra speciosa e fuorviante». A scrivere queste parole è un medico dell'ospedale S. Anna, iscritto al sindacato Anaao.
Un suo collega, in un'altra lettera scritta al sindacato, descrive l'incubo della sua notte di guardia in un reparto del polo di Cona. Reparto «in cui non ci sono posti letto disponibili» e sono già stati «occupati i posti letto aggiuntivi», quando arriva una telefonata dal pronto soccorso con l'effetto dirompente dell'olio gettato sul fuoco.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.7231327:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2013/06/09/news/ferie-anaao-contro-rinaldi-1.7231327]]
Il medico del ps «non sa dove collocare i pazienti» e sia lui che il collega in servizio di guardia non conoscono «esattamente quale sia la strategia da attuare una volta esauriti i cosiddetti letti-tampone» perché «l'informativa non specifica dove e quanti pazienti poter ricoverare».
Dalla direzione dell'ospedale arriva la risposta che i pazienti andranno «collocati a seconda di dove siano reperibili i posti letto». L'emergenza viene superata ricoverando i pazienti in altri reparti: «Uno di loro era poco stabile e avrei preferito che si trovasse a me più vicino anche fisicamente. Temo - conclude la lettera inviata all'Anaao - l'eventuale ricovero di pazienti internistici in reparti con personale infermieristico poco adeguato».
Il taglio estivo dei 77 posti letto al S. Anna, in concomitanza con l'analogo piano di riduzione adottato dall'azienda Usl negli altri ospedali della provincia, sta facendo dormire sonni poco tranquilli a molti medici del principale istituto di degenza del territorio. A confermarlo è l'Anaao, che sta monitorando la situazione in corsia dal 2 giugno scorso, il giorno in cui il piano è entrato in vigore.
«Una programmazione che si protrae per un terzo dell'anno, fino al 3 ottobre - ricordano Lucio Trevisani e Pierluigi Api, rispettivamente segretario e tesoriere del sindacato - e che era già finita nel mirino del personale (medici, infermieri), preoccupato per i suoi effetti sull'attività ospedaliera ben prima che la pianificazione fosse applicata». Il ricorso ai letti-tampone (i letti aggiuntivi) è praticamente quotidiano, cambia solo il numero di unità operative interessate che possono essere 5 come 16 (l'1 luglio scorso), sottolineano i due medici. Il 2 luglio erano 12.
«E se è vero che in tutto l'ospedale restano comunque dei posti liberi è anche vero, come si può intuire da questo dato (557 posti disponibili, 514 occupati) che ogni paziente ha le sue specificità e i reparti non sono interscambiabili - commenta Trevisani - Un paziente di 80 anni con diverse patologie non può essere ricoverato in pediatria, anche se ci sono dei posti liberi».
«Ci saremmo aspettati almeno un minimo correttivo dopo le nostre segnalazioni ma soprattutto dopo i primi dati sugli effetti concreti del piano - attacca Trevisani - invece non è successo niente. È chiaro che se tutti i giorni si ricorre ai letti-tampone non si può dire che il piano è adeguato».
In Nefrologia, entrano in dettaglio i due esponenti dell'Anaao, in media viene occupato oltre il 50% dei letti-tampone, in Geriatria nel mese di giugno entrambi i letti tampone «sono stati occupati per 15 giorni, per altri 3 giorni uno dei due». Nei reparti di Chirurgia il ricorso ai posti aggiuntivi è «routinario, cioè tutti i giorni si va oltre la dotazione, occupando anche tutti i posti cosiddetti di riserva e l'1 luglio si attendevano anche 5 malati da altri reparti».
Rianimazione e Terapia intensiva non hanno subìto tagli, «ma - prosegue Trevisani - in 12 giorni su 30 si sono presentati casi di 'overbooking' e arrivati a questo punto il problema è chi vigila sui posti aggiuntivi». Il risultato è prevedibile, concludono Trevisani e Api: «Si allungano le liste di attesa per gli interventi minori come colecisti o ernie, ma questo succede - ed è ancora più significativo - anche per gli interventi che richiedono un eventuale utilizzo della Terapia intensiva, visto che quei letti tendono ad essere costantemente occupati. Il calo delle sedute operatorie settimanali - questo sappiamo dai reparti - è non solo prevedibile ma in atto. E poi resta il problema della qualità dell'assistenza, in queste condizioni il lavoro può andare più facilmente incontro ad errori, ma qui non stiamo parlando di cose di poco conto, in gioco c'è la salute dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
