La Nuova Ferrara

Ferrara

La terapia educativa Lipu con i giochi all’aria aperta

La terapia educativa Lipu con i giochi all’aria aperta

Stanno riscuotendo successo le iniziative dell’associazione rivolte ai bambini Tra le attività: camminare a piedi nudi sull’erba e arrampicarsi sugli alberi

3 MINUTI DI LETTURA





In principio è stato “Last child in the woods”, ultimo bambino nei boschi, libro dello statunitense Richardo Louv che ha dato il via a un filone di cui fanno parte testi come “Lasciateli giocare con gli orsi” di Peter Brown Hoffmeister ma su cui hanno scritto pure italiani come Anna Oliverio Ferraris, autrice con Albertina Oliverio di “A piedi nudi nel verde”. Temi e testi che hanno fatto riflettere il delegato provinciale e vicepresidente nazionale della Lipu Lorenzo Borghi. «In gennaio ho partecipato a un workshop sull’educazione ambientale – racconta in quell’angolo di paradiso in città che è il Giardino delle Capinere, nel Sottomura di fronte al camposcuola – e anche lì è emerso che tanti bambini a partire dai due-tre anni hanno grossi problemi proprio nel rapporto con la natura, che poi si ripercuotono sia sul piano fisico sia su quello psicologico». E così, per la lega che si occupa della protezione uccelli, è stato il momento di due nuove sfide: «far camminare i bambini scalzi nell’erba e farli arrampicare su un albero. Sembrano due banalità, ma sono cose importantissime». Per raggiungere il primo obiettivo, il Giardino ha leggermente allargato la propria area, delimitando all'esterno, nel verde del Sottomura confinante, una striscia di prato in cui far camminare scalzi i numerosi bambini delle scuole d’infanzia e primarie che arrivano in visita. «Ne ho anche parlato col sindaco, incontrando il suo consenso – racconta Borghi –: ovviamente il problema principale è mantenere pulita l’area, e per questo abbiamo piantato cartelli che invitano i proprietari di cani a non lasciarli venire qui. Devo dire che da parte loro abbiamo ricevuto collaborazione, anche se ovviamente continuiamo a tenere monitorata e pulita l’area». L’esperienza della camminata sull’erba è andata avanti per tutta la primavera, quando il manto era verde e soffice; col sopraggiungere dell’estate e il conseguente rinsecchirsi degli steli è stata sospesa. L’arrampicata sull’albero arriva invece al termine del percorso di visita del Giardino, una passeggiata che consente di osservare uccelli come i geppi, i falchi di palude, le poiane e le oche, tutta fauna locale. Fino allo scorso anno in uno stagno c’erano anche alcuni fenicotteri rosa. «Quelli visibili nel percorso – spiegano Borghi e i suoi collaboratori – sono uccelli che non potrebbero più essere involati: per motivi di salute oramai non possono che vivere in cattività». Per cercare di ridurre al minimo il disturbo causato anche dal più discreto visitatore, le voliere devono essere guardate stando dietro specchi unidirezionali. Alla fine, ecco l’alberello su cui arrampicarsi, opportunamente provvisto di rami da utilizzare come appoggio per i piedi e circondato da uno strato di sabbia, in modo da attutire la caduta, che comunque sarebbe da un’altezza modesta. «Per primi l’abbiamo sperimentato noi stessi, e io l’ho fatto provare anche ai miei nipoti – conclude il vicepresidente –, ma devo dire che i bambini quando lo vedono sono entusiasti, e fra loro scatta la competizione». Almeno in 600 hanno già provato al Giardino delle Capinere questa nuova opportunità. Che in realtà è tanto antica.

Gabriele Rasconi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google