La Nuova Ferrara

Ferrara

Volontari con rimborso Due mosse per ‘salvarli’

Volontari con rimborso Due mosse per ‘salvarli’

Auser e Filippo Franceschi terranno aperti musei e biblioteche anche nel 2015 Ma la multa bolognese dell’Ispettorato al lavoro fa paura: ricorso e nuova legge

2 MINUTI DI LETTURA





Per tenere aperti i musei, le biblioteche e le mostre dei Diamanti, il Comune si affida anche per l’anno prossimo ai volontari. Risale a pochi giorni fa la decisione di estendere a tutto il 2015 la convenzione con due associazioni, Auser e Mons. Filippo Franceschi, la cui scadenza era prevista il 31 dicembre. La somma complessiva è di 280.778,82 euro, dei quali 226.531,23 per l’Auser, che servirà per mantenere cinque attività, alle quali le due associazioni forniscono volontari a rimborso spese per i servizi di guardiania e sorveglianza sale. Si tratta del Museo della Cattedrale, le cui spese di guardiania nel 2015 ammonteranno a 39.247,59 euro; il Museo del Risorgimento e della Resistenza (8.186,56 euro); il Museo di Storia naturale (15.000); l’Archivio storico (6.500); la biblioteca Ariostea (65.000); la biblioteca Bassani (9.000); la biblioteca Rodari (2.500); la biblioteca San Giorgio (2.500); la videoteca Vigor (2.135 euro); e le Galleria d’arte moderna e contemporanea (69.077,71 euro).

La presenza dei volontari a rimborso spese consente di tenere aperte queste strutture con spese modeste, ma l’intera impalcatura con la quale da anni il Comune gestisce i suoi musei è ora appesa a un paio di dossier. Il primo è l’esito del ricorso in sede giudiziaria da parte dell’Auser nazionale nei confronti della maxi-multa inflitta qualche mese fa all’associazione di Bologna da parte dell’Ispettorato del lavoro: 800mila euro per aver definito una cifra fissa oraria, 2,70 euro, come rimborso spese, perché una simile modalità potrebbe dissimulare un rapporto di lavoro. L’altro fronte è collegato direttamente al primo, perché si tratta di una proposta di legge di Patrizia Maestri (Pd) per rendere forfettari i rimborsi spese dei volontari. «È chiaro che stiamo seguendo con grande attenzione entrambe le questioni - spiega Moreno Bottoni, presidente provinciale Auser - perché se passasse l’interpretazione dell’Ispettorato del lavoro bolognese, la nostra attività diventerebbe impossibile. Noi siamo un’associazione non lucrativa, i pochi utili finiscono a fondo di garanzia; dopo la visita di qualche anno fa da parte della Guardia di finanza, abbiamo attivato un sistema ispettivo interno per controllare la correttezza dei rimborsi. Ma non è possibile rinunciare al rimborso standard, che per noi è la “giornata del volontario”». In pratica, si tratta di tre ore al giorno, per il quale i volontari ricevono 9 euro di rimborso. Devono però presentare scontrini riferibili al servizio, ad esempio panino e bevande.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google