Allarme furti in Certosa, si corre ai ripari
Episodi sempre più frequenti, hanno sottratto anche il busto di Canonici. Si pensa a telecamere da inserire agli ingressi
Scatta l’allarme furti in Certosa. Si moltiplicano purtroppo gli epidosi di sottrazione di oggetti e borse che vengono compiuti all’interno del più grande cimitero cittadino. Qualcuno invoca una maggiore vigilanza e guardiania, ma non è facile tenere sotto controllo un’area di 14 ettari di superficie, con spazi aperti ed edifici anche a più piani, frequentati da pochissima gente soprattutto in certi orari del giorno. Un terreno, si direbbe, ideale per i ladri e proprio per questo a forte rischio. Dopo il furto con arresto avvenuto il mese scorso, quello del ladro diventato famoso perché indossava la maglia della Spal, altre sottrazioni si sono registrate negli ultimi giorni, con borse rubate e anche fiori, episodi regolarmente denunciati alle forze dell’ordine.
Ha del clamoroso anche il furto del busto del marchese Ferdinando Canonici, uno dei principali artefici dell’architettura ottocentesca della Certosa, che era in bella vista davanti all’ingresso della nuova sede dell’Amsefc all’interno del cimitero monumentale e che invece ora non c’è più. «È un argomento che stiamo valutando con molta attenzione - ha spiegato il direttore Stefano Lucci - anche perché stiamo sondando le intenzioni della Regione. È allo studio infatti l’installazione di un circuito di telecamere da mettere per prima cosa nei due ingressi che sono quello da via Borso e quello da Ercole d’Este. Con le forze dell’ordine abbiamo una buona collaborazione e il nostro personale, pur non avendo uno specifico compito di guardiania, ha segnalato casi sospetti e non a caso si è arrivati recentemente all’arresto di un personaggio che aveva compiuto strani passaggi. Si chiede anche ai visitatori di prestare particolare attenzione ai loro oggetti personali, ricordando il rischio cui si va incontro lasciando anche per pochissimi secondi borse od oggetti incustoditi».
C’è poi il sempre deprecabile e triste fenomeno dei furti di fiori nelle tombe, che purtroppo oltre al gesto furtivo, rappresentano una palese mancanza di rispetto nei confronti dei defunti e del loro luogo di sepoltura che viene, di fatto, profanato.
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