Nuove denunce di parenti nell’inchiesta sull’istituto
Una decina di nuove denunce. Tante sono quelle giunte alla questura di Rovigo all'indomani dei dieci arresti di altrettanti dipendenti degli Istituti polesani di Ficarolo (Ro). L'indagine non è...
Una decina di nuove denunce. Tante sono quelle giunte alla questura di Rovigo all'indomani dei dieci arresti di altrettanti dipendenti degli Istituti polesani di Ficarolo (Ro). L'indagine non è ancora chiusa. Ci sono infatti altri accertamenti e identificazioni di vittime e protagonisti di presunti maltrattamenti da compiere, ora che l'inchiesta è venuta alla luce. Un elemento di novità è dato dalle segnalazioni presentate da altri parenti di degenti.
Persone che, alla luce della enorme eco mediatica che la vicenda ha avuto, hanno contattato spontaneamente la questura di Rovigo per descrivere episodi a loro avviso analoghi a quelli al centro dell'inchiesta. Una decina in tutto i casi in questo modo portati all'attenzione degli inquirenti. Non è tuttavia automatico che queste segnalazioni si traducano immediatamente in accertamenti, entrino nel fascicolo o diano vita a un procedimento autonomo. Per un motivo molto semplice: al di là del vaglio sulla verosimiglianza, si deve anche ragionare sulle possibili prove a sostegno di queste segnalazioni. Il corpus centrale dell'inchiesta può contare su circa 130 episodi filmati dalle telecamere nascoste sistemate dalla mobile agli Istituti. Non altrettanto questi nuovi casi segnalati dai parenti di degenti. Di conseguenza, non è per nulla scontato che ci possano essere elementi sufficienti a dare lavoro agli investigatori della mobile e al sostituto procuratore della Repubblica Monica Bombana, che coordina l'indagine. Intanto l'Usl di Rovigo lancia un segnale forte. Mercoledì scorso il direttore generale, Arturo Orsini, ha deciso di inserire nella struttura sei medici di medicina generale per l’assistenza agli ospiti. «E' vero che solo un medico della struttura è stato oggetto di provvedimenti giudiziari - spiega il direttore nel motivare la decisione di individuare 6 unità da inserire nella struttura - ma si deve anche tenere conto che altri due hanno deciso di rassegnare le dimissioni».
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