Tper, più passeggeri e meno «portoghesi»
Per il primo anno in pareggio il bilancio dell’azienda pubblica di trasporti Su le entrate per la vendita dei biglietti: 134 milioni il numero dei paganti
Bilancio in pareggio per l’azienda trasporti pubblici Tper che grazie al contenimento dei costi, alla lotta all’evasione e all’aumento dei passeggeri fa segnare numeri in crescita. Nel bilancio 2013, le entrate per la vendita dei biglietti sono aumentate a 4,9 milioni con passeggeri in crescita del 4% ed più che raddoppiato il margine operativo lordo.
Ridurre e risparmiare. All’aumento dei passeggeri è cresciuta di pari passo la lotta all’evasione (contro i vari «portoghesi») e soprattutto il contenimento dei costi interni con un taglio deciso alle spese per voci importanti fra cui carburante e assicurazioni. Questi alcuni capisaldi che hanno condotto Tper - la prima società di mobilità locale in regione e sesta in Italia, con 2.450 addetti, 45 milioni di km di servizi su gomma e oltre 5 milioni su rotaia – a raggiungere con un anno di anticipo il pareggio, come evidenzia il Bilancio 2013 approvato ieri all’unanimità dall’Assemblea dei soci.
Primo anno di gestione
Nel primo anno completo di gestione, Tper ha registrato un utile d’esercizio pari a 247mila euro. Il valore della produzione è passato da 218 a 236 milioni di euro. Il margine operativo lordo è più che raddoppiato, raggiungendo i 16 milioni di euro, segno di un’efficace gestione caratteristica. Tper opera esclusivamente con mezzi propri: nel 2013 ha anche sensibilmente aumentato il capitale circolante netto, da 35,9 milioni del 2012 a 57 milioni (+ 58%), un indice dello stato di salute della società che vanta una posizione finanziaria netta di 47,9 milioni.
Bilancio prudente. Il bilancio è stato redatto con criteri di assoluta prudenza: se da un lato sono stati contabilizzati proventi finanziari per 5,3 milioni, dall’altro sono stati scontati a bilancio accantonamenti, ammortamenti e svalutazioni che ammontano complessivamente a 16,9 milioni di euro. Il risultato finale – oltretutto in controtendenza rispetto alla difficile congiuntura economica – è riconducibile a diversi interventi, che hanno consentito il mantenimento dei livelli di servizio grazie anche a una maggiore razionalità nell’impiego delle risorse.
Io vado e non evado. Nel 2013 sono stati ottenuti risultati significativi nella lotta all’evasione tariffaria, avviata già nel 2012 anche con la campagna “Io vado e non evado”: sono stati controllati i titoli di viaggio a oltre 1.900.000 passeggeri (erano stati 1.280.000 nel 2012). I controlli, insieme ad un’attenzione al servizio in rapporto con l’utenza, hanno anche indirettamente contribuito a far aumentare il numero dei passeggeri paganti: 134 milioni, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza rispetto al trend nazionale, che segna un meno 1,9%. Crescono abbonamenti 2013, annuali (+4,6%) e mensili (+12,8%) che non ha precedenti recenti.
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