«Cerco soltanto un lavoro per mantenere la famiglia»
CENTO. «Sono disperato, cerco un lavoro per mantenere la mia famiglia». È un'altra storia difficile, quella di Vittori Calvagna, 38 anni, sposato, due figli di 12 e 7 anni, Vittorio, di origini...
CENTO. «Sono disperato, cerco un lavoro per mantenere la mia famiglia». È un'altra storia difficile, quella di Vittori Calvagna, 38 anni, sposato, due figli di 12 e 7 anni, Vittorio, di origini napoletane, vive a Cento con la famiglia da circa 2 anni, ma da oltre un anno è senza lavoro: «Sono onorato di essere nella comunità centese. Appena arrivato in città, ho aperto con mia moglie una ditta di termoidraulica ma, in pochi mesi, ho dovuto chiuderla». La famiglia Calvagna abita in affitto in via 1º Maggio: «Sono in arretrato con il pagamento del canone di quasi un anno. Per fortuna, il proprietario è comprensivo, altrimenti sarei anche senza casa». Di fronte a tale situazione sempre più critica, Vittorio ha cercato un incontro con il sindaco, poi con l'assessore Manderioli che «ha risposto che il Comune non poteva fare nulla». Così in questi mesi, dice Vittorio, «ci ha aiutati la Caritas di San Pietro, in particolare Andrea Balboni, e alcuni anziani lontani parenti. È una situazione davvero difficile per chi, come noi, non ha più i genitori. In questo periodo ho portato curriculum ovunque, ma nessuno chiama». Dai Servizi sociali poi arriva per la famiglia Calvagna, un contributo di 950 euro per aprile e maggio, consegnati al padrone di casa a rimborso per gli affitti arretrati, e stessa somma per giugno e luglio. Di fronte alla mancanza di prospettive, Vittorio racconta di essere tornato dal sindaco e da Manderioli per dare la propria disponibilità a «fare qualsiasi lavoro in cambio della continuità del contributo, ma mi è stato risposto che il Comune non mi avrebbe dato più nulla. Ma come potrò mantenere la mia famiglia? Non chiedo elemosina, ma un lavoro. Sono un uomo onesto, che crede nelle istituzioni. Ma ora che ho bisogno, chi mi aiuta?». Consapevole di non essere il solo ad attraversare un momento di difficoltà, Vittorio lancia un appello: «Sto scrivendo una lettera a Papa Francesco e al presidente Renzi. Spero che questo possa essere d'aiuto alle tante persone che, oggi come me e la mia famiglia, vivono a fatica alla giornata e nell’incertezza per il futuro».
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