La Nuova Ferrara

Ferrara

Il cambio del commissario divide i sindaci del cratere

Lodi (Cento): sarebbe un trauma, Errani dà risposte. Non revoco la cittadinanza Fabbri (Bondeno) meno preoccupato: basta sostituirlo subito. Un comitato: resti

3 MINUTI DI LETTURA





I sindaci del terremoto stavolta non mostrano la stessa reazione di fronte allo “scossone” delle dimissioni di Vasco Errani, commissario straordinario per il sisma e come tale architrave dell’intero edificio del post-emergenza. Se il sindaco di Cento, Piero Lodi, si dice «molto preoccupato» della prospettiva, quasi scontata, di un cambio anche alla guida della macchina degli interventi, il suo collega bondenese, Alan Fabbri, si mostra molto più freddo: «Proprio contento no, se Errani va via, vediamo comunque di ripristinare in fretta la piena funzionalità dell’organo. Di sicuro, è un colpo al cuore del Pd e non un bel segnale per la Regione». L’invito a «lasciare ogni incarico, incluso quello di Commissario per la ricostruzione post-terremoto, ruolo delicatissimo che non può essere ricoperto da un condannato» viene del resto reiterato dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, tra i quali l’estense Vittorio Ferraresi, mentre dal Comitato modenese Sisma 12 arrivano considerazioni opposte: «Se Errani lascia l’incarico di commissario al sisma per i terremotati significherà perdere altro tempo, e non è detto che al suo posto vada qualcuno di più dialogante. Dunque nonostante il completo disaccordo con il suo progetto di ricostruzione speriamo non lasci». Alessandro Bratti, che ha coordinato il lavoro dei deputati emiliani Pd sul sisma, è convinto che «nessuno può gestire meglio di lui questa fase, ha fatto cose che resteranno nella storia della Protezione civile. Lo scivolone della commissione Ichese? Certo, non pubblicare subito il rapporto è stato un errore grosso e gliel’ho ricordato anche a tu per tu, ma questo non intacca il lavoro sulla trasparenza degli atti da lui svolto».

La riconferma di Errani a commissario è comunque appesa a un filo esilissimo, «la carica è legata al ruolo di presidente della Regione, non alla sua figura» ricorda infatti Fabbri. È il sindaco di Cento ad aprire un’ampia parentesi sulle prospettive, a suo avviso tutte negative, di un cambio: «Per il cratere sarebbe oggettivamente un problema. Quanto tempo servirà al nuovo arrivato per avere conoscenza dei problemi? Noi sindaci siamo a Bologna una o due volte alla settimana, per parlare di questioni come i contributi, i casi complicati, le interpretazioni normative, e Errani è sempre stato capace d’inquadrarci i problemi al di sopra delle questioni solo tecniche. Non ha mai avuto paura di dare risposte».

Lodi è stato tra i molti che ha inviato un sms di solidarietà a Errani, subito dopo la notizia delle dimissioni, «mi ha risposto in maniera affettuosa. Sì, è stato insignito della cittadinanza onoraria dell’Unione Alto Ferrarese, in segno di gratitudine per quanto ha fatto per noi. Ritirarla? Per quanto mi riguarda non se ne parla proprio, al di là di un esito processuale che non mi appassiona. E poi, abbiamo scritto il suo nome sul monumento, certo non lo sbianchettiamo». (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google