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Truffa aggravata e abuso: la fisiatra va a processo

Dalla procura nuove accuse su casi di pazienti raggirati e dirottati dall’ospedale. In aula il 6 novembre. La difesa: dimostreremo che i reati dolosi non sussistono

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FERRARA. Il processo si farà, il prossimo 6 novembre come ha deciso ieri il giudice Monica Bighetti rinviando a giudizio Anna Cantagallo, fisiatra, licenziata dal servizio sanitario pubblico per questi fatti e per anni uno dei medici di punta del Centro di riabilitazione del San Giorgio. Per lei, però, come richiesto dalla stessa direzione sanitaria del Sant’Anna e come accolto dalla procura, i guai giudiziari aumentano.

All’udienza di ieri, infatti, la pm Patrizia Castaldini ha integrato il vecchio capo di imputazione per truffa aggravata, ampliandolo con un’altra ipotesi di reato, l’abuso d’ufficio, e nuovi casi di truffa verso pazienti. La Cantagallo verrà processata per truffa aggravata verso l'azienda Sant'Anna perchè durante il servizio di fisiatra pubblico chiese, indebitamente, il pagamento dei ticket per 4 anziani, che invece erano esenti: questa la vecchia imputazione cui ora si aggiungono altri casi, in tutto una decina. Inoltre, secondo le ipotesi che verranno dibattute al processo, la Cantagallo deve rispondere anche di abuso d’ufficio per aver dirottato pazienti dal servizio pubblico ad una struttura privata. La Cantagallo venne licenziata in seguito a questi fatti denunciati dal Sant'Anna e che vennero alla luce dalla segnalazione di un paziente.

Al centro del caso, esami medici (specialistici) che secondo l’ipotesi d’accusa, gli utenti anziani non avrebbero dovuto pagare, perchè esenti dal ticket, mentre il medico ne avrebbe richiesto il pagamento con procedure ritenute irregolari: con ricevute intestate a società privata o con passaggio di denaro in contanti. L’azienda sanitaria Sant’Anna è parte civile ed è assistita dall’avvocato Marco Linguerri, mentre la dottoressa è difesa dall’avvocato Dario Bolognesi che spiega: «dimostreremo nel corso del processo che i reati dolosi contestati alla dottoressa Cantagallo non sussistono».

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