«Zucconelli si dimetta o riferiremo alla procura»
Mesola, Marchetti e Tancini infiammano la polemica e attaccano l’assessore Bordate anche al sindaco: solo un incosciente poteva affidargli i lavori pubblici
MESOLA. Se l’assessore Dario Zucconelli non dovesse dimettersi di sua volontà, la seconda fase sarebbe già pronta: «In quel caso prepareremmo un esposto alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Di sicuro noi non ci fermeremo». Avviso firmato dai due consiglieri mesolani d’opposizione, Luciano Tancini (Cambiamento e Crescita) e Primo Marchetti (Creare Futuro), che ieri in conferenza stampa a Ferrara hanno tenuto il punto sulla vicenda politica che fa seguito al drammatico incidente sul ponte di Massenzatica dove, il 18 marzo scorso, quattro giovani persero la vita.
Una nuova puntata della diatriba a cui si è affiancata una denuncia: «Altri due ponti sono nelle stesse condizioni strutturali precarie di quello della morte: uno è sul Canal Bianco a Monticelli, l’altro in località Gatto Nero, a Mesola. Sono aperti e vorremmo che i cittadini non avessero paura quando li attraversano e che si sentissero sicuri di arrivare a casa sani e salvi», dice Tancini. Si torna a criticare la nomina, avvenuta dopo le elezioni del 25 maggio, di Zucconelli: assessore ai lavori pubblici e vicesindaco. Una rinomina, per l’esattezza, visto che l’esponente del Pd figura nel governo mesolano da dieci anni. «Il sindaco Padovani ha fatto una scelta impropria – sostiene il consigliere di Cambiamento e Crescita -, solo un incosciente poteva affidare la delega a chi è indagato per inadempienze rispetto alla stessa. Zucconelli è incompatibile in quanto non presenta i requisiti previsti dall’articolo 2 degli ‘Indirizzi per la nomina o la designazione dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni’ approvati dopo la nomina della giunta, proprio nelle stesso consiglio di insediamento».
La norma prevede che le persone nominate non debbano essere indagate, invece Zucconelli lo è, per omicidio colposo in concorso dopo l’incidente stradale. «Lui lo sapeva – attacca Tancini - e ha dichiarato il falso l’11 giugno scorso, all’atto della nomina. Anche il sindaco ha fatto orecchie da mercante».
«Noi non vogliamo criminalizzare nessuno – aggiunge Marchetti – però se l’assessore dovesse essere condannato il Comune sarebbe danneggiato economicamente. Gli ho detto di fare l’onesto e lui non l’ha fatto; il sindaco è imbarazzato e potrebbe almeno sospenderlo, invece niente. È come lottare contro i mulini a vento e in consiglio c’è una sorta di omertà».
La mozione di sfiducia firmata dai due consiglieri, i quali negano l’accusa di muoversi sulla base di strumentalizzazioni politiche, è stata “congelata” ma sarà presto discussa dall’assemblea civica. Non troppo però, dicono Tancini e Marchetti: «Giovedì si parla di Tari e Tasi, il tema finirebbe in fondo all’ordine del giorno. Chiederemo una seduta ad hoc, con il caso come unico punto di discussione, magari a porte chiuse per rispetto della privacy della persona indagata».
Fabio Terminali
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