Aveva simulato il furto Denunciata dipendente
I carabinieri sono risaliti alla responsabile del reato quantificato in 24mila euro avvenuto lo scorso novembre all’interno di un compro oro di via Modena
Appropriazione indebita aggravata dalla prestazione d'opera, danno patrimoniale causato di rilevante entità e simulazione di reato. Sono queste le psanti accuse a carico di una donna di 34enne residente a Portomaggiore, dipendente del compro oro sito in via Modena 65, denominato “d'oro e d'argento”. Alla denuncia si è arrivati dopo un’accurata indagine dei carabinieri. I fatti risalgono al furto perpetrato nell'esercizio commerciale, ad opera di ignoti, avvenuto lo scorso novembre. In quell’occasione erano stati asportati un piccolo lingotto in oro del peso di 500 grammi, vari monili in oro del peso complessivo di 370 grammi e 850 euro, per un danno economico complessivo di circa 24.000 euro.
Già dal primo sopralluogo i carabinieri intervenuti avevano avuto forti dubbi circa la dinamica dei fatti, in quanto: l'allarme, pur essendo regolarmente inserito, non è scattato;le immagini estrapolate dal sistema di telecamere, nel periodo interessato, non hanno mostrato la presenza di ladri all'interno dei locali ove è avvenuto il furto; non sono stati rilevati segni di effrazioni sulle porte, né sulla cassaforte in cui era contenuto l'oro.
Alla luce di tali elementi, i militari hanno deciso di approfondire gli accertamenti, focalizzando l'attenzione sull'unica dipendente. Dall'analisi degli specifici registri previsti per tali tipi di attività, emergeva che la donna si era recata, in date stabilite, presso la fonderia di Camisano Vicenzino, per portare dell'oro da fondere e da ritirare, sempre per conto dell'esercizio commerciale nel quale era dipendente. Ascoltata la titolare della fonderia, la stessa negava che la denunciata si fosse recata nelle date indicate nel registro analizzato dai carabinieri, che, pertanto, riscontravano una palese falsificazione dello stesso, da parte della donna, l'unica a gestirlo e compilarlo. Ad ulteriore riscontro della falsità di quanto riportato nel registro, vi è l'analisi dei tabulati telefonici delle utenze in uso all'indagata, dalla quale si deduce che le celle telefoniche agganciate non fossero mai quelle della provincia di Vicenza, ma sempre a Ferrara. In ultimo, sono stati analizzati i conti correnti intestati alla donna, nei quali si evidenziavano versamenti di contanti, allo stato di natura sospetta. Il compro oro di via Modena 65 ha chiuso a seguito del furto e del conseguente danno patrimoniale ricevuto.
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