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Calvano deve frenare Errani gli rallenta la corsa

di Marcello Pradarelli
Calvano deve frenare Errani gli rallenta la corsa

Domani doveva lanciare la sua candidatura a segretario regionale. Ma rinuncia «Ora nessuno nel Pd deve mettere davanti il proprio interesse personale»

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Il Pd, a partire dal segretario e presidente del consiglio Matteo Renzi, ha ribadito anche ieri la linea garantista («finchè non c’è sentenza passata in giudicato un cittadino è innocente» ha twittato il premier), ma questo non farà cambiare opinione a Vasco Errani, che non tornerà indietro sulla decisione di dimettersi da presidente della Regione dopo la sentenza della corte d’appello di Bologna che - rovesciando il verdetot di primo grado - l’ha condannato a un anno per falso ideologico. Questa, al momento, è l’unica certezza politica, che ha come diretta conseguenza il voto anticipato in autunno.

I due punti fermi. Tra questi due punti fermi - le irrevocabili dimissioni di Errani e il voto tra ottobre e novembre - i partiti, ma soprattutto il Pd, cercano di tracciare la rotta. Il tempo a disposizione scarseggia e le questioni da affrontare sono tante e complesse. Basti solo pensare al fatto che Errani è (o meglio era) anche il commissario per il terremoto e che vi sono decisioni da prendere. O ai fondi strutturali Ue che la Regione Emilia Romagna non può certo sacrificare sull’altare della crisi innescata dalla sentenza su Terremerse.

La tre giorni. La risposta all’urgenza amministrativa è già arrivata: l’assemblea legislativa regionale sarà chiamata a un tour de force di tre giorni, da martedì 15 a giovedì 17.

Il Pd e il congresso. Il congresso regionale del Pd non si farà. La decisione non è stata ancora presa, ma è solo questione di giorni: si attende solo l’imminente convocazione della direzione regionale. Con il voto alle porte, imbarcarsi in una comnta interna porterebbe via solo tempo e energie. Paolo Calvano era pronto per la grande sfida: aveva già fissato data e luogo per lanciare la sua candidatura alla segreteria regionale: l’appuntamento era domani al Barracano di Bologna. Le dimissioni di Errani hanno preso in contropiede anche il leader dei democratici ferraresi. È la seconda volta che gli capita. Il congresso regionale doveva tenersi in primavera, ma le amministrative e le europee del 24 maggio indussero il Pd a rinviare. Ai renziani della prima e della seconda ora Calvano che già avevano prenotato un posto al Barracano, Calvano ha chiesto tramite facebook di pazientare: «Avete contattato e vi siete prenotati in tanti, da tutta la regione, ma purtroppo succedono fatti che modificano le priorità. Alla luce di quanto avvenuto ieri, abbiamo ritenuto più opportuno rimandare l'incontro. Le idee e le energie che eravate pronti a mettere in campo torneranno utilissime nei prossimi mesi e troveremo ulteriori occasioni e modi per valorizzarle al meglio. È solo un arrivederci a presto».

Il dopo Errani. Calvano spera che la terza sia quella buona e intanto interviene sulle modalità per scegliere il candidato alla presidenza della Regione, che fino a prova contraria dovrebbe essere Stefano Bonaccini, attuale segretario regionale e componente della segreteria nazionale di Renzi. Solo Graziano Delrio potrebbe fermarne la corsa, ma l’ex sindaco di Reggio Emilia. che ora è il braccio destro di Renzi nel governo - ieri ha fatto circolare la voce di non essere interessato.

Primarie in forse. Per Calvano «le primarie sono parte del Dna del Pd» e dunque le considera il modo migliore per selezionare i candidati alla carica di sindaco così come alla carice di presidente della Regione, Ma stavolta non esclude che si imbocchi una scorciatoia: «In determinati casi il Pd ha scelto di non fare le primarie, ottenendo comunque risultati positivi. Saranno gli organismi dirigenti a decidere».

Poi aggiunge: «I tempi sono quelli che sono e si deve fare i conti anche con questo». Dopo l'addio di Errani, «cambia l'ordine delle priorità e, soprattutto se l'iter istituzionale prevede elezioni a breve, dobbiamo essere pronti a rinviare il nostro congresso dando priorità alle regionali che potrebbero esserci a fine ottobre o novembre. Errani- ricorda calvano- ha detto che i cittadini e la Regione vengono prima di tutto il resto e così deve essere. Dobbiamo pensare al bene dell'Emilia-Romagna e nessuno di noi deve mettere davanti il proprio interesse o ambizione.».

Le parole di Bertelli. Le dimissioni formali di Errani sono attese alla fine della prossima settimana. Se così sarà si andrà a votare nel giro di tre mesi, tra la metà a la fine di ottobre. Dai capigruppo regionali ier è venuta l’unanime richiesta di ritardare di alcuni giorni per consentire all'aula di approvare alcuni provvedimenti chiave. «Il presidente Errani la valuterà - ha dichiarato il sottosegretario Alfredo Bertelli -, penso e spero che sia nelle condizioni di aderire a una richiesta che ha un grande senso delle istituzioni, fatta da tutti i capigruppo».

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