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il centro per la tutela dei diritti dei malati

«Ecco i punti neri della sanità ferrarese»

«Ecco i punti neri della sanità ferrarese»

Il presidente Crociani indica le principali segnalazioni di protesta ricevute dei pazienti

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Il ministro della Salute, la presidente della Provincia (al momento in realtà un commissario), il sindaco, i direttori generali di Sant’Anna e azienda Usl, i sindaci di tutti gli altri comuni ferraresi, gli assessori regionali alla Sanità, il presidente della commissione regionale. È davvero lungo l’indirizzario a cui ogni anno, con puntualità, il Centro per la tutela dei diritti dei malati (la cui sede è ancora in corso Giovecca) spedisce la propria relazione sull’attività svolta nell’anno precedente. Anche se nessuno risponde mai. «Sono piuttosto sordi, o se vogliamo ciechi, rispetto a quello che mandiamo – commenta sconsolato il presidente Giancarlo Crociani, affiancato da Vito Graziano –: non abbiamo molte speranze che questo sia l’anno in cui ci rispondono, ma noi siamo testardi». Quella di quest’anno, relativa al 2013, è una relazione più sintetica, «perché abbiamo deciso di concentrarci sulle questioni che esistono da molto tempo» ha spiegato ancora il presidente. Tra queste c’è la segnalazione degli eccessivi tempi d’attesa per visite, esami e ricoveri: su 42 tipologie di esami il ritardo è una costante in 22, mentre dodici sono quelli in cui non si presentano ritardi. Altro “classico” di queste relazioni è il tema del Consenso informato: «Perché non ne viene data una copia al momento della firma? – chiede Crociani –. Il direttore generale Sant’Anna ci ha spiegato che non è possibile perché fa parte della cartella clinica, eppure ancora non si sa se quella persona si farà operare o no e se si farà operare lì». Le cartelle cliniche, poi, spesso sono compilate «con una grafia illeggibile e comunque non sempre si scrive quello che succede. Ad esempio, quando nel 2011 avvenne il decesso per legionella, in cartella del batterio non c’era traccia». Nonostante alcune sentenze del Tar, inoltre, ai familiari dei ricoverati si continua a chiedere di partecipare al costo delle rette nei luoghi di ricovero. Tema delicatissimo infine quello delle autopsie, talvolta a insaputa dei congiunti: «In un paio di casi – ha concluso il presidente – alcune persone che avevano già organizzato il funerale per i propri congiunti hanno scoperto dalle onoranze funebri che andava rinviato per l’autopsia».

Gabriele Rasconi

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