In aula per abusi sessuali su una ragazzina
COPPARO. Il padre della ragazzina ha detto di avere avuto notizia del fatto quando apprese che uno dei due imputati l’aveva toccata. Questo raccontava la figlia e da quel racconto è nata l’inchiesta...
COPPARO. Il padre della ragazzina ha detto di avere avuto notizia del fatto quando apprese che uno dei due imputati l’aveva toccata. Questo raccontava la figlia e da quel racconto è nata l’inchiesta che ha portato all’incriminazione di tre persone, la madre della ragazzina (che all’epoca dei fatti aveva 11-12 anni) e due amici della donna. La madre è già uscita dal processo dopo aver patteggiato la pena: in aula sono rimasti gli altri due imputati. Secondo l'accusa avrebbero abusato della ragazzina disabile, che per i suoi problemi era seguita a scuola da un’insegnante di sostegno. Un processo che ha tolto il velo ad una vicenda dai risvolti orribili, che per la sua crudezza ieri ha messo seriamente in difficoltà, durante la testimonianza, una educatrice che ricevette alcune confidenze dalla ragazzina. A lei e ad altre persone la pre-adolescente si rivolgeva usando espressioni e immagini che facevano pensare ad una conoscenza diretta dell’attività sessuale, decisamente precoce in una bambina di quell’età. La ragazzina oggi vive in una struttura protetta, dove si trova dal 2011, quando emersero i fatti che la vedevano vittima degli abusi denunciati ai carabinieri. Gli inquirenti misero sotto inchiesta per violenza sessuale i due imputati, oltre la madre (quest’ultima per non aver impedito le violenze) già uscita dal processo. Le due persone sotto accusa sono difese dagli avvocati Stabile e Incandela. «Tutto è nato all’interno di un ambiente familiare fortemente degradato - commenta Elisabetta Stabile - che potrebbe aver condizionato il racconto della bimba che per diversi aspetti non è credibile».
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