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Aldrovandi: ricorso contro il sequestro

«Lo Stato ha preferito pagare e non riaddestrare gli agenti»

«Lo Stato ha preferito pagare e non riaddestrare gli agenti»

La riserva del giudice farà slittare probabilmente il pronunciamento alla prossima settimana. In ballo c’è il destino dell’ordinanza di sequestro conservativo dei beni e del quinto dello stipendio...

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La riserva del giudice farà slittare probabilmente il pronunciamento alla prossima settimana. In ballo c’è il destino dell’ordinanza di sequestro conservativo dei beni e del quinto dello stipendio (per una somma complessiva di quasi 1.9 milioni di euro) dei quattro agenti di polizia condannati per la morte di Federico Aldrovandi. Ieri si è svolta l’udienza, con la produzione dei documenti che potrebbero confermare o annullare (decide il giudice) la decisione della Corte dei Conti che impone ai quattro poliziotti il rimborso della quasi totalità della somma che lo Stato versò alla famiglia Aldrovandi a titolo di risarcimento. Tre dei quattro poliziotti (Pontani, Forlani e Pollastri) sono rappresentati nella contesa giudiziaria dall’avvocato amministrativista Marco Zincani. «Abbiamo presentato le nostre osservazioni e pensiamo che avranno il loro peso al momento della decisione del giudice - ha spiegato ieri Zincani - Non è detto che una sentenza penale di condanna debba automaticamente comportare un effetto anche sotto l’aspetto della responsabilità contabile». In sostanza, è il ragionamento di Zincani, «lo Stato ha deciso l’entità e l’importo del risarcimento senza mai consultare gli agenti e ora ne chiede conto proprio agli agenti - ha argomentato il legale - Una prima proposta era stata rigettata dai familiari, quella che fu accolta dello Stato era di fatto aderente alle richieste della famiglia Aldrovandi. Diciamo che forse è più comodo pagare piuttosto che rivoluzionare le tecniche di aggiornamento delle forze di polizia».

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