Lo Stato presenta il conto Un salasso per Comacchio
Aumentata la quota che viene trattenuta dall’Imu per il Fondo di solidarietà Il sindaco Fabbri: siamo un Comune virtuoso e paghiamo cifre non previste
COMACCHIO. «Come prevedibile anche quest’anno il governo ci ha fatto un bello scherzo. Solo qualche giorno fa, infatti, abbiamo saputo quanto sarà trattenuto per il Fondo di Solidarietà e i numeri, ancora una volta ci penalizzano». Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, la sua giunta e i tecnici sono già all’opera per far quadrare i conti. E non sarà semplice. I numeri delle risorse base del 2014 sono stati pubblicati nei mesi scorsi ma il loro carattere provvisorio non ha aiutato i bilanci locali a trovare certezze.
La definizione degli importi spettanti ai singoli enti a titolo di Fondo di solidarietà comunale 2014 ha permesso la stima della quota del gettito Imu che sarà trattenuta direttamente dall’agenzia delle Entrate. Per la regolazione finanziaria di queste quote di alimentazione del fondo, l’articolo 6 del Dl 16/14 ha fissato l’obbligo di iscrizione nei bilanci comunali del gettito dell’Imu al netto dell’importo da versare all’entrata del bilancio dello Stato. E la definizione delle modalità e dei tempi di come sarà operata la trattenuta a favore delle casse erariali, «è arrivata solo la settimana scorsa con forti incertezze per i Comuni - continua il sindaco - che oltre a non poter programmare, si trovano in forte difficoltà». Per capire meglio, quando si paga l’Imu una parte va direttamente al Comune, l’altra viene versata allo Stato. I Comuni più ricchi, naturalmente, sono quelli che vanno a rimpinzare il Fondo e Comacchio viene considerato un Comune “virtuoso” considerato che l’aliquota è stata fissata al 9% (chi applica un’aliquota fissa pari al 7,6% va a pagare molto meno). Così facendo molto probabilmente era stato calcolato di avere un fondo decisamente buono a disposizione dell’amministrazione stessa, ma ecco che per il 2014 lo Stato ha aumentato la “sua” quota e «siamo passati dagli 8 milioni e 800mila euro dello scorso anno ai ben 10 milioni e 400mila euro che ci sono stati invece chiesti alla fine di giugno - aggiunge Fabbri - trovandoci dunque a dover rifare i conti e di conseguenza tagli sulla spesa corrente non potendo in questo momento intervenire altrove». «Lavorare in questo modo è davvero difficile - fa presente il primo cittadino - e quelli che ci rimettono sono sempre e solo coloro che pagano le tasse, che le pagano in tempo. Sono le amministrazioni virtuose che facendo salti mortali riescono a far quadrare i conti. Questo è un Paese che funziona al contrario, chi più rispetta le regole viene penalizzato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
