Muore agente immobiliare, indagati 25 sanitari
Gaetano Lamburghini era stato operato a fine giugno: dopo lintervento il decesso. Ora la famiglia chiede di sapere cosa è successo
FERRARA. In città lo conoscevano in tanti Gaetano Lamburghini, 66 anni, agente immobiliare con ufficio in via Cairoli e una lunga attività professionale alle spalle. Il suo funerale, sabato scorso, ha richiamato una folla di parenti, amici e conoscenti nel tempio di S. Cristoforo, affranti dalla sua improvvisa scomparsa. Una vicenda che è già diventata un caso giudiziario, con 25 operatori sanitari indagati, la maggior parte dei quali medici in servizio presso l’ospedale S. Anna. La famiglia (l’agente immobiliare ha lasciato moglie e tre figli) pretende chiarezza e attraverso lo studio legale Bolognesi ha inoltrato la denuncia da cui è scaturita l’inchiesta penale che ha già compiuto i primi passi. Lamburghini è deceduto il 21 giugno scorso dopo aver subìto due interventi chirurgici. Era stato ricoverato pochi giorni prima, il 17, per essere sottoposto ad un’operazione in laparoscopia all’intestino la mattina dopo. Il decorso post-operatorio però non era andato a buon fine. Le complicanze insorte, infatti, avevano reso necessario un secondo intervento, eseguito venerdì 20 giugno. Ma nonostante il ritorno in sala operatoria, le condizioni di Gaetano Lamburghini non erano migliorate e il giorno successivo la famiglia era stata contattata dal medico di guardia della Rianimazione, che aveva comunicato la notizia del decesso. La procura ha aperto un procedimento penale sui fatti iscrivendo 25 persone (7 infermieri, il resto medici) nel registro degli indagati. Il 30 giugno il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante ha conferito un incarico tecnico al prof. Massimo Montisci, medico legale di Padova, che lo stesso giorno ha eseguito l’autopsia. Il mandato affidato dal magistrato è duplice: da una parte l’accertamento della causa di morte, dall’altro la ricostruzione dell’attività medica svolta sul paziente nei giorni precedenti il decesso. Allo specialista sono stati concessi 90 giorni per completare l’incarico. Il caso viene seguito anche dai vertici del S. Anna. «L’intervento - spiega l’azienda ospedaliera - ha avuto una evoluzione non prevedibile e il paziente ha dovuto essere rioperato. Adesso aspettiamo le risultanze dell’autopsia, che peraltro abbiamo immediatamente richiesto».
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