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la relazione dei vertici del Sappe sull’arginone

«Personale insufficiente per il carcere»

«Personale insufficiente per il carcere»

La protesta del sindacato di polizia penitenziaria che elenca le principali problematiche

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Personale insufficiente, sistemi di sorveglianza inadeguati, parco auto per la traduzione dei detenuti da rinnovare. Sono queste le problematiche principali aperte dentro la casa circondariale dell’Arginone secondo i vertici del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria, che ieri mattina hanno fatto visita alla struttura. Criticità che persistono, nonostante la recente diminuzione della popolazione carceraria, ora di poco sopra la soglia delle 300 unità. Resta in piedi tuttavia la richiesta, formulata già anni fa, di nuovo personale da inviare a Ferrara. «Avevamo rivendicato venti nuove unità – ricorda il segretario regionale del sindacato, Francesco Campobasso – ma ancora non è arrivata nessuna risposta dal Dipartimento di polizia penitenziaria, che sta indirizzando le persone che hanno concluso il corso. Siamo delusi ma porteremo avanti la cosa». Chi lavora in carcere è particolarmente critico circa la cosiddetta vigilanza dinamica. «Si tratta delle otto ore di libertà – spiega Giovanbattista Durante, segretario generale aggiunto - di cui possono usufruire i detenuti, da soli o in gruppo, dentro o fuori le sezioni. Ebbene, i sistemi di sicurezza andrebbero decisamente migliorati, visto che questo carcere ospita anche condannati per terrorismo». Il personale segnala altre “debolezze”, come una rete di protezione che viene definita “da galline”. Nei mesi scorsi, le manifestazioni di chi appoggia i detenuti No Tav all’esterno della struttura hanno comportato carichi di lavoro ulteriori. «Ora sono addirittura finiti i braccialetti elettronici – fa notare Donato Capece, numero uno nazionale del Sappe – e non si sa quante risorse serviranno per quelli nuovi, dopo che in passato si erano spesi 110 milioni di euro: una cosa assurda. Mi sono confrontato l’altro giorno con il ministro Orlando. Dopo i provvedimenti svuotacarceri dobbiamo ripensare a un’istituzione “contenitore” come questa, che è superata. I detenuti diminuiscono ma non basta: il carcere va riformato». I sindacalisti in visita sono stati accolti dalla direttrice della struttura, Carmela Di Lorenzo, e dal comandante del reparto di polizia penitenziaria, Paolo Teducci, oltre che dal segretario provinciale del Sappe Roberto Tronca e dal delegato Antonio Fabio Renda.

Fabio Terminali

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