«Sulla Tari meno costi per famiglie e imprese»
L’assessore comunale Marattin ha presentato i conti suddivisi per categorie Il taglio medio sarà superiore al 4%. Sulla banca dati polemica con Hera
FERRARA. Il Comune di Ferrara fa l'en plein: dopo l'addizionale Irpef, il tributo sulla prima casa, Scia, Dia e l'Imu, dà un taglio anche alla Tari, il tributo sui rifiuti. A spiegare ragioni e copertura economica della nuova imposizione è stato ieri l'assessore comunale al Bilancio, Luigi Marattin. «Le nuove tariffe verranno approvate domani in Commissione consiliare per poi passare il 21 luglio al vaglio del Consiglio comunale - ha annunciato - In realtà queste erano già state viste e avallate il 28 aprile scorso ma abbiamo dovuto attendere il pronunciamento dell'Atersir e il confronto con Cna, Ascom e Confesercenti prima di renderle attuabili». Secondo quanto spiegato dall'assessore, la spesa delle famiglie ferraresi in fatto di rifiuti subirà un calo medio del 4,57%. In soldoni, un nucleo familiare costituito da una sola persona risparmierà 23,60 euro, una famiglia composta da 3 persone 23,24 euro, una famiglia numerosa 20,15 euro. Risparmi cospicui sono previsti per le aziende e i servizi: in cima alla classifica le strutture sanitarie, che si ritroveranno in tasca 813,73 euro in più, un po' più in basso gli stabilimenti che utilizzano materiale di riciclo e che producono energia (-431,97). Le scuole e gli istituti di beneficenza usufruiranno di tariffe più basse dell'8,20%, pari a 240,11 euro. Vedono dei rialzi invece – fra lo 0,34% all'1,08% - la grande distribuzione e i negozi di frutta, verdura e pesce. Per supermercati e ipermercati l’incremento è dello 0.37% (+127,33 euro).
Il delta più alto, all’interno di questo gruppo, è in carico ai negozi di frutta e verdura, con l’1,08% (+19,92 euro). Tra chi se la passerà un po’ meglio ci sono i locali da ballo, che spenderanno l’1,96% in meno, i saloni di bellezza (-5.37%) e i laboratori artigiani (-5,37%), gli stabilimenti produttori di fonti di energia (-8,19%), gli stabilimenti industriali e i mulini (-4,51%), gli ambulanti nei mercati (-1,91%), le banche e gli istituti di credito (-1,90%), i laboratori analisi (-2,81%). Anche le associazioni culturali e i circoli sportivi ricreativi, le sedi dei partiti politici, le associazioni sindacali e gli ordini o collegi professionali godranno di un beneficio e la spesa scenderà del 3,99%. Ancora maggiore sarà il risparmio per i cinema e i teatri, che avranno un abbassamento della bolletta del 6,84%, simile a quello degli autosaloni (-6,80%), dei distributori di carburante (-5,37%) e i magazzini frigorifero (-6,25%). La copertura di queste somme arriverà – fra le altre voci - dai 300mila euro recuperati con l'esenzione dal pagamento della Tares sugli immobili comunali e dal taglio del costo di gestione del tributo stesso. Fino al 2013, infatti, la competenza era in mano ad Hera con un costo di 500mila euro annui; il passaggio alla gestione comunale attraverso l'assunzione a tempo determinato di 6 persone comporta un risparmio di 305mila euro. Marattin ha tirato le orecchie alla multiutility: «Dopo 10 anni di gestione Hera - ha dichiarato - ci è arrivato un data base degli utenti disastroso, da qui gli errori di calcolo di cui si è più volte parlato e ai quali stanno lavorando in assistenza ai cittadini gli operatori degli uffici di via Maverna. Lo stiamo aggiornando e stiamo cercando si costruire una sola banca dati per tutti i tributi comunali, finalizzata anche al controllo dell'evasione».
A tale proposito, il recupero della Tia non pagata (vecchio nome della stessa tassa) ha portato incassi per 300.000 euro, anche questi destinati alla copertura dei tagli delle tariffe.
Ingrid Veneroso
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