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Carife, c’è una pista che porta a Bper

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Carife, c’è una pista che porta a Bper

Sarebbe avvenuto un incontro fra il sindaco e l’istituto. Modena precisa: non abbiamo dossier sul nostro tavolo

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La dichiarazione del sindaco può far ipotizzare anche a un riferimento alla PopVicenza che, planando da tempo su Ferrara, non avrebbe ancora intercettato piazza municipale e quindi il municipio.

Nessun altro dettaglio è disponibile, per il momento delicato, e per questo instabile mese di luglio nel quale la Banca Popolare di Vicenza ha promesso di lanciare ufficialmente la sua offerta d'acquisto - unica fino ad ora - di Carife commissariata da oltre tredici mesi.

È proprio quest'unica offerta dell'istituto presieduto dal vinicoltore Gianni Zonin e la sollecitazione del presidente della Fondazione Carife Riccardo Maiarelli ad altri pretendenti a farsi avanti, a far quadrare il cerchio delle supposizioni.

Oltre alla coincidenza territoriale fra Bper e Carife, va ricordato che la prima è impegnata nell'incorporazione della Popolare di Ravenna, cioè a completare la sua presenza appena a sud del nostro territorio. Inevitabilmente il futuro prossimo della Cassa di corso Giovecca - visto da una dimensione ferrarese - potrebbe o dovrebbe essere coerente con l'area. È quindi una sorta di automatismo immaginare contatti con Bper o prendere in considerazione il matrimonio con la coinquilina Cassa di Risparmio di Cento, bello o impossibile. Ma la sensazione è che più di qualcuno ci stia lavorando.

È un automatismo immaginare che - oltre le omogeneità d'area - aprirebbe un ventaglio di contrattazioni al di là della monoproposta vicentina. In ambienti del credito e della politica a fare immaginare la pista emiliana e ad alimentare le congetture al riguardo è anche l'intenzione di Maiarelli di traslare la discussione e l'eventuale discussione sulla vendita di Carife assolutamente ben oltre l'estate. Sta di fatto che la Fondazione - come gli azionisti e i sindacati dei dipendenti - attende di poter conoscere lo stato di salute della Cassa da parte dei due commissari nominati dalla Banca d'Italia: Giovanni Capitanio e Antonio Blandini. Conti che però sarebbero già al vaglio del board della banca di Zonin. Il rimando a ben oltre l'estate indicato da Maiarelli viene giustificato anche dal fatto che l'istituto vicentino è sottoposto agli stress test da parte della Bce.

Così Ferrara piglia tempo: pretende di conoscere lo stato dei suoi conti, ma anche l'esito della visita specialistica che va affrontando Vicenza, prima di avviare un qualsiasi tavolo di trattativa. Qualcuno osserva che anche Bper è ora impegnata nell'aumento di capitale (chiusura il 18 luglio, obiettivo 750 milioni); nell'incorporazione della Popolare di Ravenna; che punta ad essere annoverata dalla Bce fra gli istituti italiani di alto livello; che nel 2015 avvierà un nuovo piano industriale. Tra l’altro in una recente intervista alla Gazzetta di Modena l'ad dell’istituto modenese Alessandro Vandelli alla domanda sulle scelte di mercato, ha risposto: «Credo diventi possibile qualche operazione di aggregazione che sia in grado di modificare in misura sostanziale la posizione del nostro Gruppo nel contesto del sistema bancario. Si può guardare, per fare un esempio, al mondo delle banche popolari ma non soltanto. Ma avremo tempo di fare questo tipo di valutazioni». Fonti modenesi escludono contatti e abboccamenti tra Ferrara e Bper, ma aggiungono una formula che è rituale (dipende dai punti di vista): in futuro nulla è da escludere.

Stefano Scansani

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