La procura indaga sull’asilo di Contrapò
L’ipotesi: uso improprio dei cibi del Banco Alimentare, non dati in beneficenza, ma usati per i pasti a pagamento dei bimbi
Per ogni bambino o bambina dell’asilo parrocchiale di Contrapò vengono chiesti 5 euro a pasto, nonostante la scuola d’infanzia cucini e prepari i pranzi con i cibi del Banco Alimentare. Cibi che sarebbero dovuti essere distribuiti per beneficenza - questo l’intento e l’obiettivo della Colletta del Banco alimentare che si rinnova ciclicamente - e che tuttavia - secondo le prime ipotesi d’accusa - venivano impiegati per la preparazione dei pasti dei piccoli e fatti pagare alle famiglie. Secondo i calcoli degli inquirenti si tratta di 6000 euro a maggio e 7000 a giugno. Questa almeno è l’ipotesi investigativa che ha portato la procura cittadina ad aprire un’inchiesta sul possibile uso improprio di questi alimenti destinati invece alla beneficenza, ad enti che vengono indicati, famiglie o chi ne ha bisogno. L’indagine è ai primi passi, ed ha avuto risonanza con il primo atto pubblico eseguito nei giorni scorsi, quando i carabinieri del Nas sono arrivati - martedì scorso - ad eseguire controlli all’interno della scuola d’infanzia. In realtà non si trattava di verifiche sullo stato e le condizioni dei cibi, come erroneamente scritto, ma di un sequestro di tutto il materiale del Banco alimentare che - come aveva dichiarato lo stesso parroco, don Alberto Campi, gestore della struttura, a la Nuova Ferrara nei giorni scorsi - viene stoccato e tenuto in deposito per conto della Caritas.
Da quanto si è appreso, da fonti giudiziarie, dunque non si tratta assolutamente di cibi avariati. Anzi, buoni, buonissimi, ma che - secondo l’ipotesi sui stanno lavorando procura e carabinieri - sarebbero stati impiegati nella preparazione dei pasti, dunque con un uso improprio o almeno questi non avrebbero dovuto esser pagati dai genitori dei bimbi. Proprio da alcuni genitori sarebbero giunte le prime segnalazioni sulla possibile distrazione del cibo del Banco Alimentare che in ogni caso, in questa vicenda, è soggetto danneggiato. Procura e carabinieri sulla base di questi rilievi hanno aperto l’inchiesta e ora stanno valutando il reato (appropriazione indebita o truffa) che a breve potrebbe essere contestato quantomeno ai responsabili. Al momento è stato ordinato il sequestro e la restituzione al Banco Alimentare di tutti i cibi trovati nell’asilo di Contrapò.
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