Grano, bene le rese e il peso specifico È il prezzo che cala
Incidono negativamente gli alti costi dei prodotti fitosanitari La varietà “Mieti” stavolta ha dato buone soddisfazioni
A campagna di raccolta conclusa, il Gie Cereali (Gruppo Interesse Economico) di Cia Emilia-Romagna ha fatto il punto su grano tenero e duro, per discutere delle prospettive di mercato e dell’andamento vegetativo di mais, sorgo, soia e barbabietola da zucchero. Ad aprire la riunione il neo-eletto presidente Valerio Parisini – imprenditore agricolo di San Pietro in Casale (Bologna), 38 anni - che ha sostituito alla guida del Gie, Massimo Piva, risicoltore ferrarese diventato vicepresidente di Cia Ferrara. Parisini ha innanzitutto ribadito l’importanza del Gruppo di Interesse Economico: "Il Gie seminativi è uno strumento importantissimo perché consente di fare un’analisi generale della situazione e di organizzarsi e intervenire in maniera tempestiva. Ha, dunque, una grande utilità nella creazione del dialogo e nella comunicazione verso l’esterno di risultati e problematiche legate al settore".
Dopo aver fatto il punto a livello regionale sull’andamento della campagna e dei prezzi di tenero e duro, Parisini ha lasciato la parola ai rappresentanti delle diverse aree del ferrarese. Per la zona del Basso ferrarese si è parlato di differenze zonali microclimatiche che hanno inciso a livello quantitativo. La quantità prodotta per ettaro di frumento tenero e duro, andata dai 40 ai 75 quintali è dipesa, sostanzialmente, dal tipo di terreno e dai ristagni idrici. Su terreni argillosi e costipati la produzione è scesa fino a 30 q/ha mentre hanno tenuto quelli più torbosi o più drenanti. Buona la qualità con pesi specifici che hanno superato, in generale, l’80. Situazione simile, caratterizzata da differenze marcate da zona a zona, rilevata anche nell’argentano, le informazioni che provengono dai soci indicano per quel territorio una media produttiva di 60-65 q/ha con punte verso l’alto di 90 e verso il basso di 30 q/ha. Buoni i pesi specifici di tenero e duro che si sono attestati, in media, sull’80 e oltre. Situazione diversa nell’Alto Ferrarese dove i dati indicano una situazione più complicata ma dove si sono anche “riscoperte” varietà che hanno dato buone rese. Le medie produttive nell’alto ferrarese si sono attestate sui 50-60 q/ha, ma i pesi specifici sono stati decisamente buoni, ampiamente sopra gli 80. Da segnalare la ripresa di una varietà di bianco, il Mieti, che ha ottenuto buone performances, dopo 10 anni di rese scarse. Un problema che viene segnalato da tempo da vari agricoltori è il continuo aumento dei prezzi dei prodotti fitosanitari per i trattamenti che, dopo gli aumenti del 2007-2008 – dovuti dall’impennata dei prezzi dei prodotti petroliferi - sono rimasti altissimi. Successivamente a questo il prezzo del grano ha subito brusche contrazioni e gli imprenditori agricoli hanno visto diminuire in maniera sostanziale i redditi da derivanti seminativi. Nel corso della riunione del Gie, sono state prese in considerazione le prime quotazioni della campagna 2014 che hanno aperto, per il frumento tenero, a 18-18,5 €/q – sostanzialmente il prezzo pagato, a fine quotazioni per il prodotto nel 2013 - ed a circa 27€/q per il duro.
Andrea Tebaldi
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