«Il S. Anna torni vicino alla città»
L’ex sindacalista Ferrante: trasferirlo a Cona scelta irresponsabile
«Il nostro primo obiettivo è riportare l’ospedale S. Anna a ridosso della città. Spostarlo a Cona è stata una scelta irresponsabile e tutti i ferraresi se ne sono accorti». L’ex sindacalista Aldo Ferrante è uno degli animatori del comitato “Vittime della pubblica amministrazione” che, annuncia, sarà «costituito a breve» e al quale, nel ruolo di fondatori, sono interessate una decina di persone «dipendenti di Comune, Asl e ospedale». Tanti oggi definirebbero l’idea di spostare l’ospedale un’utopia. Solo per costruire il ‘S. Anna 2’ non sono bastati quindici anni e 300 milioni di euro, senza contare il patema legato al trasloco, che si è risolto senza problemi o incidenti, «ma deve essere del tutto concluso. La radioterapia è ancora in corso Giovecca», ricorda Ferrante. È possibile pensare oggi a un nuovo progetto che, a soli due anni dall’apertura del polo di Cona, trasformi i 190mila metri quadrati occupati dal più importante ospedale della provincia in un deserto? «Tutti sappiamo dei costi immensi di gestione. Il project financing, il contratto attraverso il quale le imprese private hanno acquisito l’erogazione dei servizi non sanitari, ha causato più danni che benefici - spiega Ferrante - Oggi il mantenimento di quelle prestazioni, per alcune delle quali sono in corso contenziosi legali, costa alla collettività alcuni milioni di euro ogni mese. Perché non pensare davvero di avvicinarlo alla città con un possibile vantaggio per tutta la cittadinanza?». Ferrante allunga lo sguardo sulle liste d’attesa e ricorda: «Proprio pochi giorni fa, a causa della rottura di una macchina per gli esami, una paziente si è vista spostare l’appuntamento preso a dicembre a data da destinarsi - commenta - Questo è o non è un disservizio?». Ferrante è convinto che «non lontano dal centro storico è possibile reperire lo spazio necessario per l’ospedale». E pensa - «ma si tratta solo di un esempio che tiene conto della storia di quell’edificio, costruito più di 20 anni fa e mai utilizzato» - all’area del PalaSpecchi, già oggetto di un piano di riqualificazione urbanistica. «La società che sostiene il progetto si chiama ‘Ferrara 2007’, ma lì dentro - dice - di ferraresi non c’è nemmeno l’ombra». Tra gli scopi del comitato c’è anche la richiesta di costituzione di parte civile nei processi che «nasceranno da reati compiuti nella pubblica amministrazione».
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