L'alpino e la tempesta perfetta
L'editoriale del direttore
Appena reinsediato il sindaco di Ferrara ha indicato gli obiettivi dei primi cento giorni e le linee programmatiche dei suoi prossimi e ultimi cinque anni.
Ora, dopo le dimissioni immediate e irrevocabili di Vasco Errani alla guida della Regione, Tiziano Tagliani deve anche mettere in conto un pressoché immediato rimpasto della sua nuova giunta. Basti un non lieve esempio: la campagna elettorale andrà scaldandosi in settembre, e mi pare che ineluttabilmente toccherà all’attuale assessore comunale ai lavori pubblici Aldo Modonesi aspirare a un posto nel governo dell’Emilia Romagna.
Via lui dalla giunta cittadina, sarà immediatamente necessario un aggiustamento a soli quattro mesi dal varo della squadra. Il sostituto di Modonesi potrebbe essere – già posizionato nell’incubatrice della presidenza del consiglio – Girolamo Calò, portatore di un florido pacchetto di consensi. Sarà fantapolitica finché vi pare, ma questo è lo scenario. Che nel suo complesso ha un carattere meteorologico e anche cinematografico. The Perfect Storm. La decadenza dell’assemblea regionale scatenata dalle dimissioni di Errani è una tempesta perfetta. Questo paragone, che mi fa comodo per ritagliare il titolo, è stato escogitato da un lettore mentre metteva insieme dall’altra parte della cornetta del telefono il periodo economico nefasto; la difficile ricostruzione post terremoto; le incognite sul futuro della Cassa di Risparmio di Ferrara; l’assestamento amministrativo dopo le comunali e le europee…
Una tempesta perfetta, come dire ci mancava anche questa: le elezioni regionali anticipate di un anno circa con la frana conseguente. Perché l’assemblea legislativa e il governo dell’Emilia Romagna sono un riferimento obbligatorio, necessario, indispensabile, ancor di più in presenza del vuoto pneumatico creato con la cancellazione delle Province. Allora basta considerare la questione più concreta e d’emergenza per intendere in quale assenza di gravità funzionale potremmo infilarci: Errani non è più commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, bisognerà attendere il suo successore; e la Provincia, che al riguardo poteva fornire un supporto di coordinamento, è mummificata in attesa di prospettive; i Comuni ancora non sanno come e quando organizzarsi per sostituire l’ente soppresso del Castello Estense.
Però è una tempesta perfetta. Nel senso che la forte turbolenza innescata a Bologna potrebbe avere esiti “scientifici”. Ad esempio le elezioni comunali di Ferrara capoluogo in calendario per il 2019 finiranno per coincidere con quelle regionali (salvo altri rovesci). Ciò significa che i giri della politica e dei politici novelli, andanti o rientranti saranno coincidenti, pressoché comodi. Per qualcuno l’estenuante attesa di candidarsi potrebbe essere soddisfatta da una puntualità da treno Shinkansen giapponese. Torno al caso nostrano della giunta per la quale, come ho osservato, potrebbe già in settembre aprirsi una verifica per il catapultamento di Modonesi in Regione, nel contesto di un altrettanta scientifica trasmigrazione del segretario ora provinciale del Pd Paolo Calvano.
La tempesta sarebbe così perfetta da far immaginare un rientro di Modonesi a Ferrara nel 2019 proprio quando Tagliani avrà chiuso e concluso la sua decennale esperienza da primo cittadino. La previsione meteopolitica è onestamente assai lunga, lo ammetto, ma è possibile, tralasciando le prospettive e le strategie degli altri due nevrili delfini di Tagliani: Luigi Marattin in gran spolvero per la sua adesione originaria a Renzi; Massimo Maisto ben ancorato alla tradizione arcista. Ho avuto occasione di esporre queste eventualità al sindaco, nel suo studio, in municipio.
Dica la sua… Tagliani risponde con una rapida occhiata al copricapo che tiene in mostra su un tavolino; il suo cappello da alpino. La penna nera è come un radar, un’antenna, uno scandaglio. Mi racconta che quando gli ufficiali arruolatori seppero che era avvocato lo destinarono all’ufficio prevenzione valanghe. Tempesta perfetta.
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