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Spaccano tutto e poi via con il Bancomat

di Daniele Predieri
Spaccano tutto e poi via con il Bancomat

È la Banda dei Muratori: si fanno strada con un furgone-ariete, poi strappano la macchina dal muro. Bottino: 50mila euro

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I clienti entrano ed escono dall’Ipercoop. Ironizzano e sdrammatizzano, davanti al buco nella parete dell’ingresso principale dove prima c’era lo sportello Bancomat: «Che bel regalo per le vacanze!», «Però, non hanno badato a spese i ladri», e altri più informati «Adesso, dopo ‘Le Mura’ e ‘Il Castello’ toccherà al Doro», alludendo ad un colpo precedente (vedi scheda a fianco). Il colpo della notte scorsa allo sportello Bancomat Carife non può passare inosservato, visto che la banda in azione ha distrutto tutto, per poi scappare caricando la macchina erogatrice del Bancomat su un furgone, dopo averla strappata dal muro, di cartongesso, creando il buco che tutto osservano e commentano.

La macchinetta è stata ritrovata poche ore dopo il colpo, non poco distante, in via Sammartina, svuotata, ovviamente dei soldi, 50mila euro. Ma ai soldi va aggiunto il danno, i danni ingentissimi alle strutture: distrutti vetrata dell’ingresso principale, quella dell’atrio e tutta la colonna dove era murato lo sportello Bancomat, al cui interno secondo le prime stime degli inquirenti, in attesa di conferme da Carife, vi sarebbero stati i 50mila euro.

Un colpo messo a segno in poco meno di 2 minuti, attorno alle 3 della notte: una beffa, poichè all’interno dell’Ipercoop Il Castello era stato attivato un servizio di guardiania potenziato per altri lavori in corso, ma posizionato al lato opposto e intervenuto subito, ma i ladri erano già fuggiti.

Ladri esperti, tanto da poter dare al gruppo anche il nome di «banda dei muratori». Perchè chi ha agito la notte scorso, per gli inquirenti, sapeva cosa fare e come farlo, soprattutto intervenendo sul muro dentro il quale era posizionato lo sportello bancomat. Così ieri mattina era più evidente il buco nella parete di cartongesso con i supporti piegati: un lavoro durato una manciata di minuti nella sua successione. Vediamola secondo la ricostruzione. La «banda dei muratori» arriva davanti all’ingresso principale con un furgone, una monovolume, un Ford Galaxy vecchio tipo, una di quelle auto che non si rompono mai. Prima sposta i cubi di cemento che delimitano l’ingresso. Una volta fatto spazio, transita il furgone, spostano anche la panchina di cemento, poi probabilmente in retromarcia, si lanciano contro la vetrata esterna. La spaccano, poi puntano il furgone contro la serranda della bussola, anche qui spaccano tutto anche la vetrata che dà sull’atrio. Una volta dentro, entrano in azione, sono 4o 5, le ombre nere registrate dalle telecamere: bastano pochi colpi sul muro di cartongesso, arrivano ai supporti, li piegano e smurano la macchina del bancomat. Pesa oltre 2 quintali, la sollevano di peso e la caricano sul furgone e poi in fuga verso via Sammartina, tra via Bologna e Sant’Egidio dove svuotano la cassa e abbandonano il Ford Galaxy in un canale. Ora indagano i carabinieri.

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