Consulta, dimissioni a catena
Dopo la presidente Costa lascia anche la consigliera Ferri
ALBERONE. «Ritengo con molta franchezza perfettamente inutile la mia partecipazione alle attività della consulta alberonese visto che di fatto, già da tempo, qualsiasi parere e segnalazione offerta all'amministrazione comunale non viene presa in alcuna considerazione».
Dopo le dimissioni del presidente Silvia Costa, anche il consultore Sonia Ferri lascia la civica di Alberone. E spiega: «La mia decisione viene presa a seguito dell’ultima ennesima inversione di marcia che l'amministrazione ha ufficializzato durante l’assemblea del 10 luglio scorso». La Ferri, dimettendosi riferisce di non contestare le idee, ma i tempi e metodi utilizzati dalla giunta nei confronti del paese: «L’impressione chiara e profondamente radicata anche nella cittadinanza, di cui ho voluto fino ad oggi essere portavoce, è che l’amministrazione comunale stia gestendo il destino di un’intera frazione a proprio comodo e piacimento, cambiando di volta in volta direzione a seconda delle proprie convenienze (e di quelle del capoluogo) senza tenere in alcuna considerazione le necessità, i bisogni reali della seppur poco numerosa popolazione alberonese».
La Ferri poi, nella lettera inviata al sindaco centese Piero Lodi e alla giunta per comunicare la rinuncia all'incarico, sottolinea: «Oggi è davvero forte la sensazione che si voglia fare politica economica anziché sostenere e ascoltare i bisogni delle persone (non solamente demolire, chiudere, isolare). Se le scelte sono sempre unilaterali e non c’è possibilità di cooperazione, non ha senso continuare a far parte della Consulta, che oramai ha unicamente funzione di parafulmine locale dell’amministrazione comunale».
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