La Nuova Ferrara

Ferrara

il rilancio del quartiere

«Così si può far rivivere il Grattacielo»

«Così si può far rivivere il Grattacielo»

La ricetta di Pagnoni: affittare a studenti e badanti, allontanare chi si traveste da indigente e non lo è, unire e non litigare

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Nella fotogallery esposta sul sito “Il Naturalista.it” alle spalle di Gian Andrea Pagnoni si aprono alcuni degli scenari più belli e visitati del mondo, da Zabriskie Point alla Grande Muraglia, dal deserto del Mali alle Maldive, ai grattacieli di Manhattan. Ieri Pagnoni, 48 anni, ferrarese, è stato fotografato dalla “Nuova” alla base del Grattacielo di via Felisatti, l’unico edificio di 20 piani che svetta sulla città ma che a New York farebbe fatica a catturare anche un solo raggio di sole. «Finora la gente da qui ha preferito andarsene, io credo che lavorandoci e con un po’ di fortuna il ciclo si possa invertire e il Grattacielo possa tornare a rivivere», asserisce fiducioso. Il suo curriculum essenziale già racconta qualcosa del personaggio: fondatore di una società di gestione ambientale che tra i soci conta anche l’università (spin off), docente di Scienze alle scuole superiori, insegnante a contratto di Unife in valutazione di impatto ambientale, redattore di articoli e libri tecnici («il prossimo testo sarà sull’energia sostenibile», annuncia) per la Cambridge University Press. Lo scorso autunno ha deciso di diversificare i suoi investimenti e ha acquistato due case a Ferrara. Le ha comprate all’asta. «Ho studiato i regolamenti, ci ho provato e ce l’ho fatta», spiega. Una si trova a due passi da via Foro Boario e dal polo tecnologico di Ingegneria, l’altra al 19° piano del Grattacielo. Le ha ristrutturate e messe a disposizione degli studenti, categoria che alimenta in modo sostanzioso il mercato locale dell’affitto. «Il prezzo degli immobili è sceso anche a Ferrara - rammenta - così ho ristrutturato e venduto un’abitazione ad Aguscello e mi sono avvicinato alla città. Ho trovato un paio di occasioni, per l’appartamento del Grattacielo (90 mq) ho versato 16.500 euro. Durante l’inverno, poi, l’ho sistemato e in primavera l’ho consegnato a due studentesse di Scienze infermieristiche. A loro ho detto: “Se volete ne ho disponibile anche un altro in zona residenziale”. Mi hanno risposto: No, da qui passa l’autobus e la posizione è comoda per andare tutti i giorni in ospedale, a Cona. Restiamo”. Il canone è un po’ più basso che in altre zone della città, se qualcuno ci crede ed è disposto ad investire si potrà aprire un circolo virtuoso per il Grattacielo».

Pagnoni sa bene che il quartiere non è proprio tranquillo. «Sono informato, ho acquistato una casa e anche un problema - ammette - Nell’appartamento servivano lavori e io li ho fatti. Ho coibentato, ho anche rifatto gli impianti, compresi gli allacciamenti per rendere autonomo il riscaldamento, così non si correrà più il rischio di rimanere al freddo solo perché qualcun altro non ha pagato le bollette. Bisogna ancora inserire il contabilizzatore e collegare l’impianto alla centrale telematica. Tutto questo costerà e non so ancora quanto. Anche l’ascensore in futuro sarà accessibile solo a chi paga le utenze. Sono altri soldi, ma dopo le difficoltà arriveranno i benefici. A una condizione: bisogna emarginare ed espellere chi si traveste da indigente e non lo è, sono queste persone e chi ha perso tempo a litigare ad aver agevolato questo stato di cose». La criminalità? «È evidente che qui non siamo in paradiso - rimarca Pagnoni - ma le due studentesse che hanno preso in affitto la casa non mi hanno segnalato problemi di convivenza con altre persone nè situazioni preoccupanti per la loro incolumità. Le liti avvengono soprattutto fra stranieri. Ovviamente speriamo che l’attività delle forze dell’ordine possa produrre risultati stabili». Pagnoni ha allacciato rapporti «con i proprietari di una quarantina di alloggi al Grattacielo» che stanno elaborando «alcune idee utili». Gli appartamenti «si possono affittare a studenti e badanti - è la proposta di Pagnoni & C. - Per le badanti abbiamo preso contatti con la Cisl, con il Comune abbiamo messo in piedi l’ipotesi di attivare il servizio wi-fi nei giardini per migliorare l’utenza delle zone verdi. Ma stiamo ragionando anche su altro. Servirà qualche anno per invertire la rotta, ma ce la possiamo fare».

«Comprendo la rabbia di chi ha visto andare in malora casa e risparmi e si è trovato di fronte a situazioni gravi (lo scorso inverno molti residenti l’hanno passato altrove perchè il riscaldamento non è stato ancora allacciato, ndr) - conclude l’insegnante - ma è arrivato il momento di guardare avanti e di iniziare a ragionare sulle cose. Basta dividersi, cerchiamo di far crescere il gruppo di chi vuole riportare serenità e qualità della vita in queste case». (gi.ca.)

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