Il vescovo critica le istituzioni. Che tacciono
De Giovanni (Arcigay) a Negri: «Non ci metterà il bavaglio. Dio non condanna chi si ama»
Nessuna reazione dai vertici di Comune e Provincia - benché interpellati - è pervenuta in risposta alle critiche mosse dall’arcivescovo Luigi Negri (leggi: http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2014/07/13/news/le-istituzioni-non-discriminino-1.9588885) alle istituzioni, che nei giorni scorsi avevano preso posizione contro l’omofobia. Dal balcone di Palazzo Muncipale il 26 giugno era stato esposto un drappo con la scritta “La Città di Ferrara condanna l’omofobia e la transfobia”. Comune e Provincia e le numerose associazioni aderenti al Protocollo interistituzionale per il contrasto all’omofobia (Pico) avevano anche sottoscritto un documento critico verso la manifestazione delle “Sentinelle”contrarie alla legge sull’omofobia che si è poi tenuta il 27 giugno (del Pico fa parte anche l’Università, che però non ha derito al documento anti-Sentinelle).
A distanza di due settimane il vescovo ha avvertito la necessità di tornare sul tema con toni misurati quanto netti: «Non è consentito a nessuno, meno che mai alle istitutozio pubbliche, di assumere il compito di discrimnare tra forme culturali, sociali e religiose, approvandone alcune, piuttosto che altre». Il tutto in nome di «una sana laicità» ch a dire i Negri è stata violata in particolare dalle istituzioni pubbliche.
Se sindaco e presidente della Provincia hanno preferito tacere (per non dare spago? perchè sono già passati 15 giorni? per opportunità?) Massimiliano De Giovanni, presidente di Arcigay Ferrara, ha ritenuto doveroso intervenire:
«Non sono stupito dalle parole dell’arcivescovo Negri, perché sta impartendo – come è tenuto a fare – un insegnamento conforme alla dottrina della Chiesa in materia di omosessualità. Tuttavia - scrive De Giovanni - non vi sono e non possono esservi diritti scaturenti dalla tutela del sentimento religioso individuale non assimilabili a quelli altrimenti tutelati nell’ambito di una società che assicura il massimo delle libertà possibili. Come l’arcivescovo di Ferrara sottolinea, non dovrebbe essere consentito a nessuno di assumere il compito di discriminare tra forme culturali, sociali e religiose. Tantomeno alla Chiesa».
De Giovanni dice di rispettare «da sempre le libertà individuali» e dunque «anche la libertà religiosa individuale». ma «in Italia, però, troppe persone si nascondono dietro una croce per non ammettere di essere profondamente e ciecamente intolleranti, perché è proprio la più vile sottocultura omofobica a essere propagandata con sicumera dall’integralismo cattolico». Secondo l’esponente di Arcigay «alla Chiesa è già concesso di imporre i crocifissi nelle scuole, di attuare campagne di disinformazione sull’uso del preservativo, di barattare voti in cambio di leggi proibizioniste sul fine vita e sulla procreazione medicalmente assistita, di avere rappresentanti in Parlamento che equiparano provocatoriamente gay e pedofili, considerando un bacio omosessuale alla stregua dell’urina fatta per strada. Non accetteremo nuove ingerenze e strumentalizzazioni, né ulteriori bavagli, perché la strategia di delegittimazione delle istanze per i diritti civili dei gay da parte degli integralisti religiosi è oggi più che mai intollerabile».
De Giovanni si esprime anche sullo striscione “Ferrara condanna l’omofobia e la transfobia”: «non lede nessuna libertà individuale, semmai manifesta il legittimo pensiero delle istituzioni ferraresi, racchiudendo un semplice e sacrosanto principio di inclusività e rispetto». De Giovanni chiede alla «Chiesa di non supportare la criminalizzazione degli omosessuali in Italia: un Dio amorevole non condanna due persone che si amano solo perché appartenenti allo stesso sesso per nascita». Si rivolge anche al vescovo Negri: «Non disattenda dunque il suo mandato e si occupi piuttosto di curare le anime dei propri fedeli, senza dimenticare che le vittime delle dittature del XX secolo – come di ogni altra dittatura del resto, laica o religiosa – sono stati spesso proprio i gay».(m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
