Copparo è il regno delle strade bianche
Iniziamo un viaggio nei problemi della viabilità in provincia: molte vie ancora ghiaiate, buche in centro e ponti insicuri
COPPARO. Quante strade nel Ferrarese avrebbero bisogno di una sistemata? Molte. È difficile stilare una lista precisa. Nella nostra provincia che si espande per oltre 2.600 chilometri quadrati le vie dissestate sono tante. Dai centri abitati alle lande desolate della campagna le strade che necessitano di interventi sono moltissime. Anche le cosiddette strade bianche, ovvero quelle non asfaltate, sono numerose e nonostante da anni i cittadini reclamino attenzione non è semplice per le varie amministrazioni, che di mandato in mandato si succedono, accontentare tutti.
Noi della Nuova Ferrara abbiamo scelto di intraprendere un viaggio non semplice ma di certo importante. Abbiamo scelto di sondare in lungo e in largo il territorio per scoprire quali sono le zone che hanno bisogno di qualcosa di più che un tocco di vernice qua e là. Il viaggio inizia oggi, si è scelto di partire dal Copparese.
Nelle prime ore del pomeriggio il caldo è l’unico frequentatore degli spazi aperti. In giro c’è quasi nessuno, tutti restano in casa o comunque in luoghi dove l’aria condizionata regna padrona. A Copparo non serve andare molto lontano dalla piazza principale per vedere le prime vie dissestate. Via Mazzini e via Alta, a pochi metri dal Teatro De Micheli, sono esempio tangibile di buche, crepe e asfalto malconcio. In un bar alcuni cittadini ci dicono che se vogliamo “vederne delle belle” dobbiamo spostarci nei paesini limitrofi, “quelli di campagna”.
Usciamo dalla cittadina e ci dirigiamo verso queste località. La segnaletica ci dice che stiamo procedendo in direzione Ambrogio e mentre percorriamo via Faccini, che poi diventa via Zappaterra ci accorgiamo di un ponte che, volenti o nolenti, rimanda la memoria immediatamente al “ponte della morte” di Massenzatica, come è stato definito dopo il tragico incidente dello scorso marzo in cui persero la vita quattro persone. Le sponde del ponte sono vecchie, arrugginite e non sembrano nelle migliori condizioni per incassare un colpo violento come può essere quello di un’auto che sbanda. Passiamo oltre e arriviamo in paese: Ambrogio conta circa un migliaio di abitanti e loro quel ponte che ci siamo lasciati alle spalle, lo chiamano al pont dal canalon (il ponte del canalone). Qui il problema che salta subito agli occhi non è tanto la strada, quanto la ‘pista ciclabile’ o marciapiede che la costeggia. Manto dissestato, pieno di buche e dislivelli, erbacce: in una parola, impraticabile.
«Abbiamo fatto presente della situazione più di una volta ma - spiega un gruppo di cittadini -, la risposta che riceviamo è sempre la stessa: mancano le risorse economiche per intervenire. Ma così l’ingresso al paese è proprio brutto! Inoltre, per la via principale passano mezzi pesanti che fanno tremare tutto, non è pericoloso? Anche il parchetto è poco curato e certe cose le abbiamo sistemate da soli, senza aspettare l’intervento del Comune».
Ripartiamo alla volta di Coccanile, qui un paio di persone ci indicano via Rizzo come una delle più “disastrate” ed evidenziano la presenza di numerose strade bianche: «In una hanno asfaltato solo i primi metri, poi tutto il resto del tratto è ghiaiato». Una, in particolare, non è asfaltata e si estende per ben 16 chilometri: «Arriva fino a Berra, magari lungo quella o in altre strade bianche non vivono tante persone, però le famiglie che hanno casa lì sono penalizzate».
Samuele Govoni
(1, continua)
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