L’assessore comunale Chiara Sapigni: non mi risultano nuovi casi di malattia
Le diverse ondate di arrivi che si sono susseguiti nei mesi scorsi hanno coinvolto le strutture di accoglienza di molte regioni italiane, comprese quelle ferraresi, dove - ricorda l’assessore...
Le diverse ondate di arrivi che si sono susseguiti nei mesi scorsi hanno coinvolto le strutture di accoglienza di molte regioni italiane, comprese quelle ferraresi, dove - ricorda l’assessore comunale Chiara Sapigni - sono ancora presenti 128-130 persone che hanno richiesto protezione in Italia. Sono fuggite da Paesi africani dove sono in corso conflitti sanguinosi, persecuzioni e violenze. «Da quello che so - commenta Chiara Sapigni alla notizia che due poliziotti sono stati trovati positivi al test Tbc - oltre ai casi comunicati dalle autorità sanitarie nei mesi scorsi non ce ne sono altri. Mi risulta inoltre che i poliziotti incaricati di quel servizio usassero la mascherina». Intanto il dottor Marco Libanore, primario del reparto ospedaliero di Malattie Infettive, spiega che «in questi mesi il trend di diffusione in provincia non ha subìto particolari variazioni e si è mantenuto stabile. Si sta modificando invece l’incidenza nei gruppi indigeni tra gli stranieri. In circa il 55-60% dei casi infatti gli ammalati sono immigrati, il resto è composto da pazienti italiani». Libanore ricorda che «le maggiori possibilità di contagio sussistono all’interno dei gruppi, è meno frequente il caso di trasmissione della malattia tra stranieri e italiani. La terapia? È lunga, ma dopo la fase acuta in ospedale è indispensabile la presa in carico del paziente, che può durare anche due anni, da parte dei servizi del territorio».
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