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due condanne

«Regolarizzavano immigrati fornendo documenti falsi»

Un ragioniere di Ferrara e un imprenditore pakistano sono stati condannati ieri a 8 mesi per falso. Secondo l’accusa avrebbero concorso a “truccare” le carte per consentire ad alcuni cittadini...

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Un ragioniere di Ferrara e un imprenditore pakistano sono stati condannati ieri a 8 mesi per falso. Secondo l’accusa avrebbero concorso a “truccare” le carte per consentire ad alcuni cittadini extracomunitari, che non possedevano i requisiti, di acquisire i documenti per la regolarizzazione.

I fatti risalgono all’estate del 2009, l’inchiesta giudiziaria aveva stabilito che la documentazione presentata a favore degli immigrati era stata falsificata e il gip ha rinviato a giudizio i due imputati. Si tratta di Massimo Poletti, 54 anni, e di Karamat Ullah, 42 anni. L’avvocato di Poletti, Enrico Zambardi, ha annunciato ricorso in appello. «Abbiamo contestato la ricostruzione dei fatti dell’accusa e intendiamo ribadirla in appello - ha dichiarato Zambardi - Poletti sarebbe stato visto mentre utilizzava il computer di Ullah nel suo ufficio. Da quella macchina sarebbero stati inviati i documenti alle autorità competenti per la regolarizzazione. Ma il mio cliente non ricorda di averla usata e se l’ha fatto era solo per svolgere mansioni relative alle sue competenze professionali».

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