«Agenti positivi al test Tbc, non malati»
Le precisazioni di Asl e Comune dopo l’allarme dei sindacati di polizia. «Negativi anche i test sugli immigrati»
FERRARA. Positivi al test Mantoux, non ammalati di tubercolosi.All’indomani dell’allarme lanciato dai sindacati di polizia (due agenti risultati positivi al test Tbc) Asl e Comune intervengono con una nota congiunta per chiarire ogni possibile equivoco.
Nessun poliziotto ha contratto l’infezione, i due casi segnalati - come spiega anche la dottoressa Marisa Cova, responsabile del servizio Igiene Pubblica dell’Asl - significano “solo” che i due operatori della questura sono venuti a contatto con l’agente responsabile della malattia (il bacillo di Koch) e il sistema immunitario ha reagito di conseguenza. «Allo stato attuale - si legge nella nota - non ci sono evidenze di casi di malattia fra il personale della polizia, così come non si sono evidenziati casi di malattia fra i soggetti di recentissima immigrazione, questi ultimi sottoposti a valutazione clinico radiologica con esito negativo».
I due agenti positivi al test Mantoux (la “tubercolina” conosciuta dai bambini di qualche generazione fa) hanno entrambi svolto servizi di accompagnamento di profughi in fuga da zone di guerra. Un caso risale a marzo, il secondo è più recente, dopo che il test di maggio era risultato negativo. «Attenendosi ai dati oggettivi - interviene la dottoressa Cova - tutti i controlli sugli immigrati arrivati a Ferrara tra aprile e maggio sono risultati negativi». Il test di Mantoux - prosegue - è il sistema più diffuso per verificare se una persona è venuta a contatto con il bacillo di Koch, considerato che dal 2001 il vaccino contro la tubercolosi (peraltro molto pesante) non è disponibile. «La Tbc è una malattia complicata ma fortunatamente a bassa contagiosità: si trasmette prevalentamente per via aerea e nei paesi industrializzati è una patologia relativamente poco frequente».
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Per verificare il grado di circolazione del vaccino, le linee guida specifiche e in particolare il Documenti della Salute “Prevenzione della tubercolosi negli operatori sanitari e soggetti a essi equiparati”, prevedono di sottoporre a controllo le categorie più a rischio di contatto. Tra questi anche i poliziotti incaricati di accogliere gli immigrati prima che siano sottoposti al test Mantoux.
I poliziotti, peraltro, tra le rivendicazioni nei confronti del Ministero e dei vertici della Questura, lamentano scarsi strumenti di sicurezza, in particolare una protezione consistente in una mascherina di carta. Ma è una misura adeguata? «Non voglio entrare assolutamente in questioni sindacali - risponde la dottoressa Cova - e comunque la domanda è mal posta. Dico solo che le linee guida indicano l’uso di mascherine specifiche per il personale che deve venire in contatto con pazienti con la malattia in atto e in isolamento».
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Un malato di Tbc deve sottoposti a una terapia consistente nell’assunzione di associazioni di farmaci antibiotici, e la cura può protrarsi anche per un anno. Per gli agenti positivi al test Mantoux invece si tratterà di sottoporsi a verifiche più approfondite, a cominciare dagli esami radiologici. Nel caso risalente a marzo hanno dato già esito negativo, per quello più recente l’accertamento clinico si terrà a breve, ma comunque - chiarisce ancora la responsabile del servizio Igiene Pubblica dell’Asl - la positività alla Mantoux non prevede profilassi per i colleghi o i familiari della persona coinvolta. In ogni caso, conclude la dottoressa Cova, non risultano agenti di polizia malati di Tbc: «In caso di diagnosi di tubercolosi riceviamo immediatamente la segnalazione da parte del medico. E, per il momento, non ho ricevuto alcuna comunicazione di casi di persone affette da tubercolosi».
Alessandra Mura
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