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Sorpresa, il leghista Fabbri nella giunta Zappaterra

Fabbri e Paron
Fabbri e Paron

La presidente della Provincia ha dovuto ricostituire l’organo di governo Nominati assessori (in carica tre mesi) i tre consiglieri che sono anche sindaci

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Il leghista Alan Fabbri è entrato nella giunta provinciale. La notizia avrebbe del clamoroso se non fosse che si tratta di una giunta passeggera e molto balneare come venivano definiti certi governi democristiani che servivano da cuscinetto per attutire stati di crisi sotto il solleone. Questa giunta, anomala assai, serve invece a gestire il trapasso politico della Provincia. Ma anche se l’organo di governo resterà in carica fino al 29 settembre - giorno in cui sindaci e consiglieri dei 24 Comuni eleggeranno la nuova Provincia in formato ridotto - la presenza di un esponente dell’opposizione nella giunta di Marcella Zappaterra è pur sempre un fatto di un certo rilievo.

La Zappaterra ha avuto dal ministero dell’Interno l’ordine di «ricostituire l’organo». La cosa rasenta l’assurdo: la legge ha decretato la fine del consiglio provinciale e disposto lo sciogliete le righe per gli assessori, che in effetti hanno abbandonato il Castello a fine giugno, presidiato dalla sola Zappaterra. Ma a Roma ci si è accorti che qualcosa non andava: un presidente non è un organo, per fare un organo servono almeno tre elementi e poichè la Zappaterra non si è dimessa nemmeno di poteva inviare un commissario. Così la Zappaterra ha dovuto ricostituire l’organo. Si è guardata intorno e ha scoperto che tra gli ex consiglieri provinciali vi erano tre sindaci: Barbara Paron (Vigarano Mainarda), Nicola Minarelli (Portomaggiore), entrambi dl Pd, e Alan Fabbri (Bondeno).

«Poichè non si tratta più di formare un organo politico, dovendo questa giunta gestire solo una breve fase di transizione - spiega Marcella Zappaterra - ho pensato a una formula diversa, al di fuori del centrosinistra. Ho chiesto un sacrificio ai tre consiglieri che sono anche sindaci, in quanto hanno conoscenza dei temi della Provincia avendo frequentato in questi anni il Consiglio, e in più hanno dirette competenze amministrative. In questo modo si garantisce anche un minimo di rappresentatività politica alle minoranze visto che il consiglio non esiste più».

Pare che nessuno abbia fatto salti di gioia (si tratta di assumersi comunque delle responsabilità in cambio di zero euro) ma che abbiano tutti dato la disponibilità per spirito di servizio. Le deleghe ai tre assessori non sono state ancora assegnate. Gli incarichi saranno distribuiti il 23.(m.p.)

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