«Tagli ai posti letto Dai sindacati solo fumo»
Rinaldi (S.Anna) replica alla denuncia lanciata dai medici ospedalieri Anaao «Quest’estate tolte 77 unità: nel 2010 erano state 136 e l’anno dopo 111»
FERRARA. Si è inalberato, il direttore generale del Sant’Anna Gabriele Rinaldi, leggendo sui quotidiani le denunce lanciate lunedì dal segretario aziendale Anaao Lucio Trevisani e dal suo predecessore Pierluigi Api (oggi consigliere nazionale), che sono tornati a denunciare la chiusura di 77 posti letto quest’estate, aggiungendo che tra le conseguenze vi sono l’allungamento dei tempi d’attesa per gli interventi programmati, anche gravi, e il ricovero di pazienti in reparti diversi da quelli che dovrebbero seguirli.
«Prendere un’istantanea per dare dei giudizi è un esercizio a cui Api e Trevisani non rinunciano mai – ha ribattuto ieri Rinaldi durante la conferenza stampa convocata per spiegare la nuova organizzazione oncologica –. Hanno preso la linea di svalutare il lavoro dei loro colleghi medici e degli infermieri, con posizioni evidentemente strumentali. Forse a loro non va bene che abbiamo trattato delle persone, che ne stiamo curando altre, che siamo in un ospedale che è partito: probabilmente questo a loro non piace» li ha bacchettati il direttore.
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Nel merito, a proposito della lettera che – secondo l’Anaao – la Regione avrebbe inviato all’ospedale per chiedere perché interventi chirurgici pesanti come ad esempio quelli per il cancro del seno o del colon avvengono anche 30 giorni dopo la diagnosi (che sarebbe il limite), Rinaldi ha risposto che «la Regione fa queste indagini da sempre. Lo scorso anno abbiamo operato 380 mammelle, e la Regione ha voluto valutare 83 situazioni: in questo cupio dissolvi che li caratterizza, Api e Trevisani hanno preso qualche dato». «Tutto in ordine allora?» si è comunque chiesto lo stesso Rinaldi. «No – è stata la sua risposta –: stiamo lavorando da tre anni per portare i tempi entro i limiti, in una Provincia che da questo punto di vista ha un problema importante ma in cui l’andamento è positivo». Quanto ai letti ha ricordato che nell’estate 2010 ne furono chiusi 136 e in quella successiva 111: «non ci risulta di patologie non trattate, e i letti tampone, che andrebbero chiamati letti flessibili, sono usati in funzione del paziente. Ovviamente non abbiamo mai ricoverato un paziente geriatrico in Pediatria o un uomo in Ginecologia, e nessuno dei reparti messi insieme ha a che fare con la Terapia Intensiva o la Chirurgia d’Urgenza. Poi, certo, adesso siamo all’88% di occupazione dei posti letto: forse a qualcuno conviene dire che si stava meglio quando l’occupazione era al 76%».
Gabriele Rasconi
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