Tonelli (Sap) replica a Comune e Asl: "Furbi giochi di parole"
Il sindacato di polizia: "Noi abbiamo denunciato la presenza del virus attivo della Tbc contratto da un poliziotto, certificato dal test di Mantoux e confermato da uno specialista infettivologo. Tant'è che l'operatore è costretto a curarsi con antibiotici. Si vuole minimizzare la questione per diminuire le proprie responsabilità?"
FERRARA. «L'azienda Usl e il Comune di Ferrara si assumono la diretta responsabilità delle loro affermazioni. Giocare in maniera "furbesca" con le parole e soprattutto con la salute dei poliziotti e degli stessi cittadini, non giova a nessuno. Noi abbiamo denunciato la presenza del virus attivo della Tbc contratto da un poliziotto, certificato dal test di Mantoux e confermato da uno specialista infettivologo. Tant'è che l'operatore è costretto a curarsi con antibiotici. Si vuole minimizzare la questione per diminuire le proprie responsabilità?».
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Lo afferma Gianni Tonelli, segretario sindacato di polizia Sap, dopo che ieri Ausl e comune avevano spiegato che non risultano evidenze di casi di malattia fra il personale della polizia. Una precisazione - quella della Ausl e del Comune - arrivata dopo che i sindacati di polizia (Siulp, Silp, Coisp, Sap, Siao Ugl) avevano denunciato che due poliziotti della Questura di Ferrara (e che nei mesi scorsi aveva svolto servizio di accoglienza dei profughi) erano risultati positivi al test della Tbc.
«È un atteggiamento questo - dice Tonelli - che ricorda quello del Ministero dell'Interno e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza che, come datore di lavoro, ha la responsabilità della salute dei poliziotti, del rispetto della normativa 626, delle profilassi previste per legge. Invece tutto ciò non esiste. Non si possono lenire così le proprie responsabilità. Per noi al primo posto c'è la salute dei poliziotti e continueremo a denunciare le situazioni. Di certo il consiglio che diamo all'azienda Usl e al Comune è quello di fare adeguamenti accertamenti sui migranti e i richiedenti asilo dislocati in provincia di Ferrara, perchè i nostri colleghi non hanno certo contratto il virus sui lettini di spiaggia, in pizzeria o per colpa dell'anticiclone africano».
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