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Violenza in stazione, oggi la convalida

Violenza in stazione, oggi la convalida

L’Udi: «L’unico modo per sradicare il problema è diffondere la cultura del rispetto della donna»

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Questa mattina si svolgerà davanti al gip l’udienza di convalida dell’arresto di Nicola Vajajala, accusato di tentata violenza sessuale nei confronti di una donna di 45 anni e di furto, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Sull'episodio avvenuto nella stazione ferroviaria di Ferrara nella notte tra domenica e lunedì, interviene l’Udi

«Tutti i giornali - scrive l’Unione delle Donne in Italia - hanno tenuto a precisare che la vittima fosse una "donna austriaca" e il carnefice un "uomo rumeno”: inevitabilmente tale precisazione ha attirato commenti che spaziano dal razzismo, all'apologia del fascismo, al qualunquismo di ogni genere - ha affermato - Viene da chiedersi quali sarebbero stati i commenti se, a commettere la violenza, fosse stato un uomo italiano e non un uomo straniero. In ogni caso, a prescindere dalla nazionalità dell'autore, di fatto qualunque tipo di commento e interpretazione che accompagna questa notizia si rivela completamente avulso dal problema reale, rappresentato dall'ennesimo episodio di violenza ad opera di un uomo ai danni di una donna per il solo fatto di essere tale». Il problema vero è un altro, secondol’Udi, e non può essere ignorato.

«È quanto mai urgente che lo Stato prenda coscienza del fatto che ci troviamo in un paese dove una donna non può scegliere di prendere un treno o qualunque altro mezzo pubblico in fasce orarie notturne, ed in cui un uomo, vedendo una donna da sola, si senta legittimato ad abusare del suo corpo - prosegue il comunicato - La sensazione di pericolo con la quale ogni donna convive sin dalla nascita, non è certo risolvibile attraverso l'incremento della vigilanza da parte delle forze di pubblica sicurezza, poiché ci sarà sempre un angolo della città, della strada, o della casa in cui lo Stato non potrà essere presente, e nel quale si potrà inserire indisturbata la violenza contro una donna».

«L'unico modo per sradicare il problema - concludel’Udi - è attraverso la costruzione e la diffusione concreta e capillare di una vera cultura del rispetto della donna, tema su cui l’associazione si batte instancabilmente sin dalla nascita. Certamente non è una strada semplice, né dalla rapida realizzazione, ma si tratta solo di scegliere di iniziare ad agire per contribuire al cambiamento culturale, oppure no».

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