La morte di Paula senza colpevoli Ergastoli annullati
ZOCCA. Due ergastoli annullati. E' una decisione clamorosa quella presa ieri dai giudici della Cassazione. Hanno annullato il carcere a vita che era stato disposto nel 2012 dalla Corte d'Assise di...
ZOCCA. Due ergastoli annullati. E' una decisione clamorosa quella presa ieri dai giudici della Cassazione. Hanno annullato il carcere a vita che era stato disposto nel 2012 dalla Corte d'Assise di Ferrara e confermato lo scorso settembre dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna a carico di Sergio Benazzo, 39 anni, idraulico di Villadose, e di Gianina Pistroescu, 39 anni. I due erano finiti a processo per uno degli omicidi più cruenti degli ultimi anni.
Quello con il quale venne stroncata la vita di Paula Burci, 19 anni, romena per l'accusa costretta a prostituirsi a Ferrara. La vicenda aveva avuto inizio il 24 marzo del 2008. Quando venne scoperto un cadavere semicarbonizzato e irriconoscibile sull'argine del Po a Zocca, nel Ferrarese. Fu difficilissimo identificare la vittima. Alla fine risultò trattarsi della 19enne. La romena si prostituiva in strada a Ferrara, vicino alla facoltà di Ingegneria. Ma pernottava in Polesine. La giovane, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe pagato con la vita il tentativo di uscire da quel giro. Fu picchiata a sangue, massacrata. Poi il corpo fu dato alle fiamme. Un omicidio attribuito dall'accusa a vario titolo non solo a Benazzo e alla Pistroescu, ma anche ad altre persone allo stato non identificate.
L'impostazione della Procura non ha retto in Cassazione. I giudici di Roma hanno accolto la tesi portata avanti dalle difese di Benazzo e Pistroescu, gli avvocati Francesca Martinolli di Adria e Rocco Marsiglia di Roma. A loro avviso la stessa ricostruzione accusatoria colloca l'inizio dei fatti in Polesine. E' qui che la giovane romena sarebbe stata massacrata di botte. La competenza dovrebbe essere della Procura di Rovigo. La Cassazione ha annullato la condanna e disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Rovigo. Benazzo e Pistroescu, se non detenuti per altra causa - e certo non lo è il primo - dovranno tornare liberi.
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