Social Street, ci prova anche via Mayr
Dalle cene all’aperto all’idea di costruire una comunità solidale sfruttando anche Facebook. Volantinaggio casa per casa
Contro il logorio della vita moderna, fate della vostra via una "social street". Chi ha preso il consiglio molto sul serio, aggiornando lo slogan di una celebre pubblicità del passato, è una manciata di abitanti in Carlo Mayr. Gente che magari mai si è salutata prima d'ora, forse nemmeno si conosce. Ma l'obiettivo comune è ricostruire un senso di comunità e di socialità.
Tutto è partito pochi giorni fa, volantinaggio casa per casa incluso. La piattaforma di lancio è comunque Facebook, dove è stato creato il gruppo chiuso "Residenti in via Carlo Mayr e dintorni". Gli aderenti sono già quasi una ventina, tra cui alcune attività commerciali molto frequentate come Los Cornetteros (sempre molto vivace sui social network), il Messisbugo, Dragon-Store, Quinta Dimensione e il Mercatino del libro di via Saraceno. "L'idea è nata in modo spontaneo - racconta Maria Giovanna Govoni, moderatrice assieme a Leonardo Delmonte e Ilaria Cesari - e siamo ancora alla fase embrionale. Ma stiamo già lavorando per passare dal virtuale al reale e dare consistenza al progetto, posizionando qualche bacheca e puntando molto sulla cena all'aperto in strada che da cinque anni si svolge a settembre". L'appuntamento migliore per propagandare l'iniziativa, che mira a portare avanti progetti di interesse collettivo: "Si potrebbe partire - proseguono gli "avanguardisti" - da problemi di natura quotidiana, come il servizio di babysitteraggio in comune o il dare l'acqua alle piante del vicino mentre lui è in vacanza. Per poi passare, perché no, a questioni più rilevanti". Tra l'altro via Carlo Mayr nelle prossime settimane - come indicato dal sindaco Tagliani, il quale della cosa ha fatto una delle priorità nei primi cento giorni della giunta - sarà sottoposta ad un intervento di riqualificazione che prevede la liberazione dalle auto e una maggiore vivibilità. E magari la "social street" potrebbe dire la sua in questo contesto.
Le Social Street italiane sono ormai circa 280. L'idea ha origine dall'esperienza del gruppo facebook "Residenti in Via Fondazza – Bologna" iniziata nel settembre 2013. L'obiettivo del Social Street è quello di socializzare con i vicini della propria strada di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Per raggiungere questo obiettivo a costi zero, ovvero senza aprire nuovi siti o piattaforme, Social Street utilizza la creazione dei gruppi chiusi di Facebook.
Fabio Terminali
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