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tutto fatto in casa da solo

Coltivava marijuana: assolto

Era per il suo consumo anche il mezzo chilo di sostanza sequestrata

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Coltivare canapa indiana ed estrarre da essa la marijuana non è un reato se la sostanza stupefacente viene prodotta e consumata per uso personale. Il giudice Landolfi deve aver applicato questo principio - sostenuto dall’avvocato Gianni Ricciuti - visto che ha assolto da ogni accusa M.T. un ferrarese di 30 anni che un mese e mezzo fa era stato arrestato dalla Guardia di Finanza. L’arresto era avvenuto all’inizio di giugno a seguito di un intervento delle Fiamme Gialle in un appartamento di via Schiavone: qui, dentro un armadio, M.T. aveva la sua piccola ma produttiva coltivazione di cannabis. La Finanza oltre alle piantine aveva sequestrato anche oltre mezzo chilo di marijuana (586,90 grammi per la precisione). Era proprio questo cospicuo quantitativo a rappresentare il fardello più insidioso per M.T. che però già in sede di convalida del’arresta aveva spiegato agli inquirenti e al giudice che la marijuana la ricavava da solo; aveva anche fatto un dettagliato resoconto sulle procedure che seguiva per ottenere un buon prodotto finale. Insomma di era dimostrato molto ferrato sull’argomento il che ha accresciuto la sua credibilità. Questo fatto, unito alla considerazione che non erano emersi riscontri su una qualsiasi attività di spaccio, gli era valsa l’immediata rimessa in libertà. Ma c’era lo scoglio del processo, celebrato ieri secondo il rito abbreviato. Il pm Elisa Bovi ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi per detenzione a fini di spaccio. L’avvocato Ricciuti ha invece sostenuto la non colpevolezza del suo assistito facendosi forte delle parole di M.T., del fatto che non vi erano prove di cessioni di marijuana, ma anche di recenti sentenze che hanno scagionato i semplici coltivatori di cannabis. Il giudice ha tirato le somme.(m.p.)

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