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«Dannoso quel valzer di sedi»

«Dannoso quel valzer di sedi»

Duro attacco al sindaco da parte del comitato Piazza del Popolo

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COMACCHIO. No allo spostamento della sede del sindaco, della biblioteca e del museo del carico della nave romana, perché non devono essere i cittadini a pagare per scelte improprie e irreversibili del primo cittadino.

È la sintesi del pensiero di un neonato comitato (che si definisce comitato della Piazza del Popolo) che attacca duramente alcune presunte scelte del sindaco Marco Fabbri: «Il sindaco - scrive ancora il comitato - ha deciso di trasferire la propria sede da Piazza Folegatti a Palazzo Bellini, ritenuta da lui una sede più prestigiosa. A riempire le strade deserte - si legge in un altro passaggio della nota - sono sopraggiunte le feste di ogni tipo, le sfilate d’estate e i carnevali d’inverno. Vorrà dire che ballando e saltando saluteremo anche la morte della città. Noi pensiamo che la sede del sindaco debba rimanere dove è ora, in Piazza Folegatti, la quale non è solo un semplice contenitore ma il teatro della memoria delle vicende che la comunità ha espresso nel tempo. È la “Piazza del Popolo”: il luogo più simbolico». Senza tanti giri di parole, quindi, i componenti di questo comitato proseguono: «Il sindaco è disposto a ottenere questo obiettivo a tutti i costi, dislocando la biblioteca Muratori da Palazzo Bellini nei locali del Museo Civico del Carico della Nave Romana, che vuole, a sua volta, trasferire nel Settecentesco Ospedale degli Infermi. Noi pensiamo che la biblioteca debba rimanere dove è, qualificata e arricchita, de debba continuare a contribuire a fare di Palazzo Bellini il centro delle iniziative culturali». Ed infine: «Diciamo no - conclude il comitato - allo spostamento della biblioteca perché i cittadini possono ben farne a meno. E quanto costerebbe a noi cittadini questa operazione? Ben 200mila euro, fischiano le orecchie se pensiamo che con quella cifra si potrebbero mettere in campo progetti ben più significativi per arginare, ad esempio, la fuga dei giovani, per fermare la speculazione edilizia, valorizzare il patrimonio artistico e ambientale, realizzare la ciclo-pedonale a lato della strada che conduce al Bennet e a nord di Porto Garibaldi».

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