Il sindaco sulla fusione: meglio attendere
TRESIGALLO. In questi giorni si parla molto di una possibile fusione tra i Comuni di Formignana e Tresigallo, idea lanciata anche dal sindaco di Formignana, Marco Ferrari e che potrebbe essere...
TRESIGALLO. In questi giorni si parla molto di una possibile fusione tra i Comuni di Formignana e Tresigallo, idea lanciata anche dal sindaco di Formignana, Marco Ferrari e che potrebbe essere richiesta ancora prima della possibile fusione tra tutti i Comuni dell'Unione Terre e fiumi. La strada sarebbe anche percorribile, sia pure in modo piuttosto lento (servirebbe un referendum di conferma), anche perché la legge sui riordino degli enti locali fissa a 10mila abitanti il limite minimo per un nuovo Comune (per esempio: nell'ipotesi del distacco da una realtà maggiore, ma senza impedire a quella realtà di arrivare a 10mila abitanti), in tutti i casi che non siano la fusione di più Comuni.
La scelta di tornare al passato (all'inizio degli Anni Sessanta Tresigallo face parte del Comune di Formignana) sarebbe anche fattibile. Ma come tutti i matrimoni serve anche il consenso dell’altro coniuge. Su questa base è giusto sentire dunque anche il sindaco di Tresigallo, Dario Barbieri. Questo matrimonio s'ha da fare? «Più che di matrimonio - il sindaco Dario Barbieri - credo si debba parlare di fidanzamento. Nel senso che di questa proposta è un anno che si parla. Dopo tanto parlare, però, per una serie di resistenze, il discorso non si è sviluppato. La legge dice che possiamo effettuare una fusione (ma non una Unione) anche senza arrivare a 10mila abitanti complessivi. Ma al momento, per noi, il discorso non è particolarmente attuale: se ne è parlato tanto e se ne parla tanto, ma a questo punto è più logico attendere gli sviluppi dell'Unione Terre e Fiumi. Abbiamo avviato uno studio di fattibilità su una fusione di tutti e 6 i Comuni: tanto vale aspettare che questo studio sia presentato. Soprattutto, e non solo perché lo prevede la legge, ma anche perché ritengo sia giusto e doveroso, dovremo in ogni caso sentire cosa ne pensano i cittadini, perché è da loro che deve venire il via libera a scelte di questo genere».
Alessandro Bassi
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