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For, Om e Mobyt aprono sedi in Brasile

di Davide Bonesi
For, Om e Mobyt aprono sedi in Brasile

Le prime due sono operative già da mesi a Curitiba, la terza è pronta ad imitarle Il mediatore Colliva: «Sono aziende sane che vogliono ampliare il loro mercato»

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Tre aziende da Ferrara al Brasile. Ma, attenzione, non per lasciare il nostro territorio, bensì per ampliare i propri mercati puntando anche sulla produzione, oltre che alla commercializzazione. Si tratta della F.O.R. spa raccordi oleodinamici di Poggio Renatico, della O.M. impianti elettrici di via Comacchio a Ferrara e, più recentemente, della Mobyt spa di via Aldighieri a Ferrara.

Per tutte il mediatore è stato Roberto Colliva, 53enne di Bologna, dal 1996 operativo in Brasile con diverse cariche. La principale è quella di vicepresidente Camera di commercio dello Stato di Paranà, poi è membro del consiglio del commercio estero della Federazione del commercio di Paranà e dell’Associazione industriali del commercio e sviluppo delle attività industriali («Una passione, questa, attaccatami dal ferrarese Carlo Alberto Campi, mio professore all’Università di Bologna», ci racconta Colliva nell’intervista via Skype).

«A differenza di tanti non sono venuto qui per amore - spiega Colliva -, bensì per lavoro. Ero controller di una multinazionale bolognese del settore macchine, mi è piaciuto questo Paese e mi sono attivato per spostarmi qui. Mio ruolo? Le aziende all’estero mi contattano tramite commercialisti o Camere di Commercio locali. Si guarda innanzitutto se c’è mercato, si studia il loro progetto, poi si passa alla localizzazione della sede e alla costruzione di questa, ricordando che il Brasile concede contributi se vengono garantiti dei posti di lavoro».

Stesso percorso compiuto dalle tre aziende ferraresi di cui sopra. «L’O.M. è stata la prima. Dopo un primo contatto alle “Giornate Paese”, sia l’O.M. che la F.O.R. hanno deciso di allargarsi al Brasile, anche se con progetti diversi visto il diverso fatturato. L’O.M. ha aperto a metà 2012, la filiale commerciale a Curitiba e quella di produzione a San Paolo. La F.O.R. è partita ad inizio 2013 sempre a Curitiba (città più ricca del Brasile, dove lavora Colliva, ndr) con la sede e sarà a Sorocaba per la produzione, sede centrale a Curitiba. Ovviamente i tempi sono lunghi, la F.O.R. ad esempio ha penetrazione di mercato più lunga quindi cresce la burocrazia. Per ora entrambe hanno avviato solo la fse commerciale e hanno 5-6 dipendenti: per l’O.M. tutti locali ma il proprietario viene regolarmente a visionare, mentre la F.O.R. ha un responsabile commerciale italiano che si è trasferito qui».

E la Mobyt? «È l’ultima arrivata, sono in contatto con un commercialista ferrarese e ancora nella fase dei permessi. Ma la Mobyt intende farsi strada in Brasile, lanciandosi anche in settori diversi rispetto a quelli in cui opera in Italia. Anche in questo caso non si parlerà di grandi numeri a livello di occupazione, però è importante che queste ditte allarghino il proprio mercato, senza penalizzare la sede centrale».

Domanda inevitabile: i Mondiali? «Male, da italiano mi ero illuso per la prima vittoria, mentre in Brasile la reazione alla pesante sconfitta è stata bruttissima. Senza violenze - conclude -, ma per 2-3 giorni i brasiliani parevano avessero un lutto in famiglia, qui il calcio è l’argomento di tutti i giorni».

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