L’indimenticabile Giglio rivive nelle sue opere
Una mostra a fine settembre inaugurerà il Museo del territorio di Comacchio La moglie: «Il dolore per l’assenza resta, ricordiamolo grazie al suo talento»
COMACCHIO. A distanza di dieci anni dalla scomparsa il suo ricordo è più che mai vivo tra la gente e sarà proprio una mostra dedicata al compianto ex sindaco Giglio Zarattini ad aprire i battenti, a fine settembre, del nuovo Museo del territorio, in concomitanza con l’avvio della Sagra dell’anguilla. Non poteva esserci un’occasione più adeguata per il lancio del nascente museo, che sorgerà, dopo i lavori di restauro recentemente ultimati, nei locali del settecentesco ex ospedale degli Infermi, di fronte all’ex carcere risorgimentale di Via Agatopisto. «Anche da sindaco Giglio ha continuato a dipingere – ammette la moglie Linuccia –, era una passione che aveva nel sangue sin da ragazzo, quando ha frequentato l’istituto d’arte di Ravenna, poi la villa Brindisi, grazie all’amicizia instaurata con i nipoti del maestro Remo Brindisi, sino a laurearsi all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Mi hanno lasciato a bocca aperta – prosegue Linuccia – quando il sindaco e l’assessore Alice Carli mi hanno proposto di organizzare una mostra con le opere di Giglio, in occasione della sagra, per ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa».
La moglie racconta come l’idea di esporre le opere dell’ex sindaco nel nuovo museo comacchiese, anziché al Museo Remo Brindisi, dove Giglio si è formato ed è artisticamente cresciuto, confrontandosi da giovanissimo con i massimi esponenti dell’arte del Novecento, sia stata condivisa, dato che già nel 2005, ad un anno dalla scomparsa, era stata allestita la prima mostra proprio nella casa del maestro Brindisi. «Il dolore per la mancanza di Giglio resta – prosegue Linuccia -, ma mi ha fatto molto piacere scoprire che questi giovani amministratori lo vogliono ricordare con una mostra, che durante la sagra potrà essere visitata sia dai residenti che dai turisti. Per me è motivo di orgoglio». La selezione delle opere è stata curata dalla stessa moglie di Zarattini, deceduto il 6 dicembre 2004, mentre era in riunione a Bologna con il sottosegretario alla regione Alfredo Bertelli e consentirà di vedere numerose opere mai esposte prima in pubblico. «Ci sono anche quadri che Giglio aveva spedito per una mostra all’estero – sottolinea Linuccia – e che poi sono ritornati a casa nel 2005, rimasti imballati per anni, ma saranno esposte anche opere che lui teneva nel suo studio e altre che si trovavano nella casa-museo di Remo Brindisi».
Per Giglio tutto era fonte di ispirazione per dipingere o per tracciare un bozzetto anche con la penna durante una riunione o una cena di lavoro. «Ho raccolto tanti schizzi che realizzava su depliant, tovaglioli di carta del ristorante, fogli di lavoro o sulle agende dei suoi appuntamenti – prosegue la moglie – e chi lo conosceva sapeva che lui era così, non poteva fare a meno di dipingere. Capitava che da sindaco, avendo meno tempo da dedicare all’arte, si svegliasse alle 5 del mattino per cominciare a disegnare». Tutte le opere di Giglio Zarattini evocano l’amore per il territorio, abbracciato dalle valli e dal mare.
Katia Romagnoli
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