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la polemica sul brand

L’Onda interpella I vecchi cartelli sotto quelli nuovi

L’Onda interpella I vecchi cartelli sotto quelli nuovi

COMACCHIO. I nuovi cartelli stradali riportanti il logo del brand Comacchio e sotto i nomi delle frazioni e dei sette Lidi non cessa di far discutere. L’ultimo intervento è ufficiale, è l’interpel...

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COMACCHIO. I nuovi cartelli stradali riportanti il logo del brand Comacchio e sotto i nomi delle frazioni e dei sette Lidi non cessa di far discutere. L’ultimo intervento è ufficiale, è l’interpellanza presentata ieri da Andrea Malano, consigliere comunale de L’Onda.

“In riferimento alla sostituzione dei cartelli di ingresso alle frazioni del Comune, operata da questa amministrazione nei giorni scorsi, con cartelli portanti il nuovo logo del brand Comacchio, che hanno ridimensionato e posto in secondo piano, fino quasi a renderli impercettibili, i nomi delle diverse località. Premesso che non abbiamo alcuna intenzione di mettere in discussione l’adozione del brand e, tantomeno, la necessità di promuoverlo con ogni mezzo, nella consapevolezza che a un Comune turistico come il nostro per effettuare quel salto di qualità che gli compete, è necessaria una denominazione unica che lo renda immediatamente identificabile ai mercati nazionali e, soprattutto, internazionali. Considerato che tale operazione ha, però, creato molti malumori nelle frazioni, amplificando un sentimento di timore per un’omologazione generale a discapito dell’identità e della storia delle frazioni stesse e delle loro comunità. Ritenuto che la maggior parte delle piccole attività presenti sul territorio, che si trovano ad operare ai margini del mercato turistico globale, risentano negativamente di un’omologazione territoriale così marcata, ed abbiano al contrario bisogno di una propria identità locale.

Chiediamo a sindaco e amministrazione se sia possibile ripristinare nella cartellonistica in oggetto, il nome delle località/frazioni, riutilizzando quelli rimossi e posizionandoli al di sotto del brand Comacchio, così da mantenere le identità locali senza pregiudicare la divulgazione della nuova marca”.

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