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«Lodi si faccia vivo» Il Comitato Map perde la pazienza

«Lodi si faccia vivo» Il Comitato Map perde la pazienza

Cento. I residenti nei moduli abitativi chiedono risposte Vignola all’attacco su stato delle pratiche e inagibilità

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CENTO. «Già il percorso di ricostruzione a Cento è praticamente fermo. Con le dimissioni di Errani per mesi tutto rischia di rimanere ancor più immobile». Una preoccupazione, quella che serpeggia tra i residenti dei moduli abitativi del Centese, riferita dal presidente del Comitato residenti Map di Cento Massimo Vignola. «Sono trascorsi quasi tre mesi – evidenzia - dalla richiesta rivolta al sindaco di venire al villaggio Map per illustrare il piano complessivo e i tempi di uscita dei residenti dai moduli. Ma ad oggi nessuna risposta». Unico segnale, di cui Vignola si dice a conoscenza: «Il Comune sta facendo colloqui individuali solo con alcune famiglie straniere che risiedono nei Map alle quali vengono proposte soluzioni individualizzate. Niente per tutti gli altri residenti del villaggio di Cento, né per quelli di Alberone o Casumaro, né per i residenti di moduli rurali Pmarr, sparsi nel Centese. E queste – sottolinea Vignola – sono differenze che fanno male».

Di certo, nell'immediato i moduli abitativi sono stati, secondo il presidente del comitato, una soluzione positiva per chi ha perso la casa a causa del sisma, ma nel tempo «sono emersi diversi problemi che, a due anni dal terremoto, ancora si trascinano, se non addirittura, peggiorano». Dalle temperature interne, sostenute solo da un consumo continuo di energia elettrica per il funzionamento di pompe di calore/raffreddamento, al disagio psicologico in costante aumento, fino ai costi delle utenze in generale: «Tutti problemi che rendono la vita nei moduli sempre più difficile e insopportabile. Si aggiunge il fatto che da maggio le agevolazioni per i terremotati (ad esempio, per l'acqua con Hera) sono esaurite». E intanto il tempo passa «a dimostrazione che la gestione del Comune, seppur supportata da Camelot, è inadeguata». Alla base della mancanza di risposte, una contraddizione di fondo: «L'amministrazione ha sempre sostenuto che i moduli, la loro gestione come quella delle famiglie rimaste senza casa che vi abitano, fosse un problema sociale. Se così fosse si sarebbero potute trovare soluzioni, mentre invece, essendo un problema politico, molte questioni rimangono aperte». Vignola chiede quindi a Lodi aggiornamenti su «numero delle case ancora inagibili, stato delle pratiche Mude e Sfinge, tempo medio per la valutazione delle pratiche e per la cambiale Errani, e se siano stati fatti gli annunciati collaudi sui moduli».

Beatrice Barberini

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