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«Ferrara ora sta peggio perché è marginale»

Stefano Ciervo
«Ferrara ora sta peggio perché è marginale»

L’assessore Bianchi: fuori dall’asse Europa-Bologna. Sulla Cig vado dal ministro. Malaguti (Fdi) picchia duro: perse 14mila imprese e le ricchezze dei nostri nonni

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FERRARA. Tasso di disoccupazione al 14,2%, 6.000 posti di lavoro ormai irrecuperabili, 2.500 cassintegrati in deroga che faticano a vedere un assegno datato 2014. Le dimensioni del disastro occupazionale in provincia di Ferrara, non paragonabile alle situazioni dei territori vicini, pesano sulla Regione, che, ormai è chiaro, è diventata la dimensione minima d’intervento per questo tipo di problemi.

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«È vero, bisogna riconoscere che la situazione ferrarese è particolarmente difficile, e che di politiche di riequilibrio territoriale nemmeno si parla più - riconosce l’assessore regionale a Scuola e formazione, Patrizio Bianchi - Quest’ultimo fattore dipende anche dallo formazione di un asse centrale europeo, che in Italia fa perno su Milano e Bologna, ed è la dimensione all’interno della quale si giocano i nuovi equilibri industriali. E chi è periferico rispetto a questo asse rischia di diventarlo sempre di più. Detto questo, bisogna cogliere il ruolo positivo che le multinazionali stanno giocando anche nel Ferrarese, sia pure limitato a pochi esempi. Lo stabilimento Berluti, da una parte, e dall’altra la Berco che ha frenato l’emorragia e sta riportando in equilibrio il sistema».

Sì, quindi, a rafforzare l’asse con Bologna («ma Unife non deve soffrirne, non è certo di troppo in Emilia» dice l’assessore già rettore in via Savonarola), e riflessione aperta sul ruolo importante degli istituti di credito locali, con evidente riferimento al caso Carife-Popvicenza.

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Resta il fatto che, come ricorda lo stesso Bianchi, «dall’1 gennaio 2014, da quando cioè lo Stato si è ripreso la gestione della Cassa integrazione in deroga, l’Inps non ha ancora erogato un assegno. La prossima settimana, assieme agli altri assessori regionali, tornerò ad incontrare a Roma il ministro Poletti per sollecitare lo sblocco di questi fondi. Noi non abbiamo la possibilità d’intervenire, il livello di preoccupazione è molto alto».

Picchia sui dati disastrosi Mauro Malaguti, consigliere regionale Fdi. «La percentuale di disoccupazione a livello provinciale è aumentata dal 4,8 del 2008 al 7,4% del 2010 fino al 14,2% del 2013, di pari passo con l’incremento delle ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Dal 2008 al 2013 sono state oltre 14mila le imprese ferraresi che hanno cessato l’attività. Queste desolanti prospettive per le nuove generazioni, sono aggravate dal fatto che i piccoli capitali, tra ci la prima casa, e le risorse che i nostri nonni e i nostri padri ci hanno potuto lasciare, noi non saremo più in grado di passarli ai nostri figli e nipoti».

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