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“Gesù Bambino” a rischio. Incertezze sulla gestione

Alessandra Mura
“Gesù Bambino” a rischio. Incertezze sulla gestione

La Fondazione Braghini Rossetti deve lasciare per difficoltà economiche Famiglie preoccupate: «Un salto nel buio senza possibilità di scelta»

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FERRARA. La sua crisi sta mettendo con le spalle al muro centinaia di famiglie ferraresi. La Fondazione Braghini Rossetti, che copre il 70 per cento della domanda privata per le strutture d’infanzia, è in crescente difficoltà a mantenere la gestione dei nidi e delle materne di sua competenza. Dopo la “Barbieri” del quartiere San Giorgio - dove è subentrata una cooperativa - ora è la “Gesù Bambino di Praga” a essere al centro della preoccupazione delle famiglie dei bambini iscritti.

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L’incertezza si è concretizzata a primavera sotto forma di alcuni cartelli affissi all’interno della scuola di via Castel Tedaldo, per informare i genitori che il servizio sarebbe stato garantito fino al giugno del 2015. Una frase “sibillina” che ha indotto le famiglie a chiedere e ottenere un chiarimento. Ma i dubbi, anziché dissiparsi, sono diventati una pessima certezza.

Le difficoltà economiche della Fondazione (non dissimili da quelli di tante imprese schiacciate da insolvenze e affitti non riscossi) stanno infatti costringendo la Braghini Rossetti a gettare la spugna. «Ma il punto per noi famiglie - protesta una delle mamme - è soprattutto la qualità del servizio. Le maestre sono eccezionali: competenti, amorevoli e molto attente: è già certo che una di loro dal prossimo anno non ci sarà più. I nostri figli vanno volentieri all’asilo, fanno progressi, dispongono di una mensa interna con cuoche bravissime che preparano cibi sani. Il cambio di gestione rappresenta un salto nel buio: non sappiamo chi subentrerà e le nostre possibilità di scelta sono praticamente ridotte a zero».

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Dopo l’incontro con la Fondazione di metà giugno, i genitori sono riusciti a ottenere di anticipare a settembre il “verdetto” sul futuro della scuola e dei loro figli, che inizialmente era stato fissato a gennaio. Tempi comunque troppo stretti sia per sperare di trovare posto in una scuola pubblica, sia di rivolgersi a un’altra struttura privata. Al Gesù Bambino le rette variano da 315 euro (dalle 7.30 alle 18) a 285 euro mensili (mezza giornata): ad attendere le famiglie, da qui al giugno prossimo, c’è un più che probabile aumento della retta e un’una tantum per contribuire alle spese per le utenze.

Da giugno in avanti, invece, la consapevolezza di non avere scelta e «dover prendere il pacchetto a scatola chiusa, accettare le condizioni di chi subentrerà - continua la mamma - Perché, con le lunghe liste d’attesa esistenti, e considerati i criteri di accesso, per la maggior parte di noi è impossibile sperare di entrare in una scuola pubblica o anche in un’altra privata. Questo, a nostro parere, non fa di Ferrara una città con una buona qualità della vita, perché la scuola d’infanzia non è un obbligo, ma un diritto, e questo diritto non è garantito. Potremmo affrontare il problema assumendo una baby sitter, ma non è la stessa cosa. La mia bambina ha legato con tutti all’asilo, mi dispiace lasciarla a casa, voglio che passi il tempo con i suoi coetanei».

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